The Floating Piers, portatore sano di economia. Mai come Christo nel giugno del 2016: per il lago d'Iseo la monumentale installazione artistica, che ha fatto camminare sulle acque 1 milione e 200 mila visitatori, è stato lo spot promozionale più riuscito della storia nel marketing locale. Cultura uguale a indotto economico? A volte il miracolo accade. Solo alle grandi esposizioni internazionali, alle capitali europee, alle collezioni private eccellenti (vedi il caso di Parigi con la collezione Schukin alla Fondazione Louis Vuitton: più di 600 mila visitatori in 10 settimane e proroga «obbligata» al 5 marzo) è toccato tanto. The Floating Piers è stato numericamente un trionfo. Che l'opera d'arte rappresenti anche un investimento economico è ormai appannaggio di pochi: case d'asta, collezionisti, mercanti, grandi musei. Ma Christo è riuscito a ridare all'arte un'occasione di rivincita su un terreno più «popolare». Non più mera fruizione estetica per intenditori, ma un vero e proprio effetto-domino sotto il profilo economico. Merito dunque di un artista? In effetti, no. Perché se Christo ha portato con sè dagli Stati Uniti un nome che è ormai un brand e una visione artistica improntata su talento, immaginazione e creatività, al successo di The Floating Piers ha concorso la risposta immediata di un territorio pronto ad accogliere tutto questo. Il Lago d'Iseo ha giocato da protagonista. Poteva essere colonizzato dal grande conquistatore e invece gli è stato accanto come un partner strategico, mettendoci paesaggio, organizzazione logistica, offerta turistica e accoglienza. Ma anche una grande capacità gestionale che i Comuni coinvolti hanno dimostrato di sapere mettere in campo. Sommati insieme, questi fattori hanno fatto centro: l' impatto economico complessivo legato all'opera è stato pari a 283 milioni di euro. È il dato che emerge dall'indagine condotta da Emanuele Falcone e Viviana Trotti, laureandi del Corso di Economia del Turismo dell'Università degli Studi di Bergamo, coordinati dal Prof. Andrea Macchiavelli, e presentata ieri al Comune di Iseo. A un campione di 457 persone è stato sottoposto un questionario in quattro lingue con 18 domande, relative a provenienza, pernottamento, spesa giornaliera, gradimento. Con le dovute proporzioni, è stato calcolato che sul totale dei visitatori, per 504 mila persone (pari al 42) si trattava della prima volta sul lago d'Iseo. La meta è piaciuta: promosso a pieni voti, con il punteggio medio di 9,4, il paesaggio lacustre. Gli stranieri (39 sulle presenze totali) si sono rivelati i più entusiasti. Da Germania, Stati Uniti, Svizzera, Olanda e Gran Bretagna, hanno volato su Orio al Serio - vero centro nevralgico dei trasporti per l'opera - e, una volta raggiunte le coste del Sebino, hanno fruito di tutti i servizi ricettivi: trasporti, ristoranti, alberghi, bb, camping etc. Spesa media pro-capite al giorno? 75, 8 euro. 380 mila i visitatori che hanno pernottato sul Lago, scegliendo fra le strutture ricettive a disposizione. Indice di gradimento da 1 a 10? Voto 8. I senior (45-60 anni) hanno mostrato maggiore soddisfazione, più critici i giovani. Ma avranno tempo: con gli anni si diventa sentimentali, alla movida di Ibiza e Formentera si predilige la poesia di certi luoghi.