GLI sfregi al Colosseo sono il risultato di una concezione feticistica dei monumenti, favorita dal fatto che noi non diamo nessuna educazione ai turisti». Per Andrea Carandini, archeologo e dal 2013 presidente del Fai, il Fondo ambiente italiano, il vandalismo nell'Anfiteatro Flavio, prima che un problema di sorveglianza, è una questione di consapevolezza, di conoscenza. Ci spieghi, professore. «Quello di lasciare un segno del proprio passaggio è un vizio antico. Anche la corte dell'imperatore Adriano incise i Colossi di Memnone in Egitto. Dunque è necessario che i turisti abbiano un'esperienza forte di conoscenza, per superare la fase del semplice feticismo. Invece escono da Roma senza aver fatto un'esperienza autentica dell'antichità. Perciò bisognerebbe trovare il modo di educarli senza annoiarli». A cosa pensa? «A spettacoli come quelli organizzati al Foro di Cesare e di Augusto da Roma Capitale, un'ottima iniziativa per sviluppare una conoscenza gaia». Sarebbe a dire? «Una conoscenza che dia gioia, piacere, partecipazione. L'aristocrazia e l'altoborghesia di un tempo venivano formati a scuole elevatissime e quando venivano a Roma erano pronti. Prendiamo Freud. Lui era uno psicanalista, ma conosceva Roma come un archeologo, lo si capisce dai suoi scritti». Dunque una spettacolarizzazione della conoscenza. Ma dove si svolgerebbero gli happening, visto che manca il pavimento sull'arena dei Colosseo? «Il pavimento è un'idea lanciata dal ministro Franceschini che va realizzata. E consideriamo che un terzo di pavimento c'è già. Io mi immagino questa scena. All'imbrunire, con gli spettatori accoccolati sull'arena, spettatori che hanno pagato un biglietto serale, dal sottoscena emerge uno schermo, che proietta storie e spettacoli sul Colosseo, i palazzi imperiali e Roma antica. Per lo stato sarebbe un doppio introito». E la sorveglianza? «Certo, la sorveglianza dovrebbe essere molto più stretta. San Pietro, che per tanti è un feticcio come il Colosseo, è ben guardato. Perché non dovrebbe essere ben guardato anche il Colosseo?». (cecilia gentile)