IL tour in Campania della commissaria europea agli Affari europei, Corina Cretu, inizia simbolicamente da Pompei. Dove cinque fa, grazie all'appoggio del suo predecessore, Johannes Hahn, l'Unione europea decise di cofinanziare il Grande progetto Pompei da 105 milioni di euro. Corina Cretu arriva a Pompei, dove vedrà la Casa dei Casti amanti al centro di un progetto di restauro da 10 milioni di euro. Assieme a lei il ministro dei beni culturali Dario Franceschini, il direttore Massimo Osanna, il generale Luigi Curatoli, l'europarlamentare Andrea Cozzolino. Ad attenderli un presidio con volantinaggio dei sindacati autonomi Unsa e Flp che sono in rotta di collisione con Osanna e ancora ieri chiedevano un tavolo di trattativa direttamente al ministro. In più, i sindacati autonomi si sono offerti di tenere aperte due domus con la disponibilità gratuita di due custodi liberi dal servizio. «Cominciamo questa visita da Pompei - spiega Andrea Cozzolino, vicepresidente della commissione Affari regionali del parlamento europeo - perché a Pompei si registra il passaggio di una fase delicata di gestione dei fondi Ue a un'altra positiva: Pompei è ora il simbolo di una ripresa e di una migliore capacità di spesa. Qui abbiamo fatto passi in avanti grazie alla guida della soprintendenza e al rinnovato impegno del governo italiano». L'eurodeputato non esclude un "Grande progettom Pompei 2". «Ci sono le condizioni, ne discuteremo dice l'europarlamentare Pd che da mesi lavora all'organizzazione della visita di Cretu a Pompei e Napoli. «Siamo molto fieri del Grande progetto Pompei - detto Corina Cretu prima di partire per l'Italia - ci sono stati molti ritardi per mafia e corruzione, ma sono convinta che nel 2018 il progetto sarà finito». I risultati, secondo Cretu, sono già positivi con «un aumento dei turisti e delle visite» al sito di Pompei. Se Cozzolino ci tiene a sottolineare la "svolta" pompeiana, Corina Cretu si è detta inoltre molto preoccupata per il Mezzogiorno. «I risultati dei progetti finanziati o cofinanziati con le risorse europee, specie nel Mezzogiorno, sono deludenti - ha detto prima di partire per l'Italia - c'è un problema di capacità amministrativa nel Meridione, non vediamo davvero la crescita e il lavoro che ci aspettiamo». «In questo la Campania è un luogo decisivo - ragiona Cozzolino - senza le politiche Ue non avremo avuto investimenti in infrastrutture, ricerca e formazione. Bisogna ripartire dalla Campania. Per questo visitiamo Pompei e, nel pomeriggio il polo universitario di San Giovanni, due eccellenze di cultura e ricerca che hanno usato bene i fondi Ue». A San Giovanni la commissaria Cretu vedrà il governatore De Luca per fare il punto sui fondi europei. «Domani alle 10, a Città della Scienza, - aggiunge Cozzolino - riuniamo per la prima volta tutti i presidenti delle Regioni meridionali con Cretu, il ministro De Vincenti e il presidente del Pse Gianni Pittella per fare il punto sulla programmazione dei fondi europei in corso e su quella futura: pensiamo a due fondi, uno per le persone, l'altro per le infrastrutture. Dovremmo batterci perché le politiche di coesione restino».