Il Consiglio comunale non prende in esame le osservazioni al piano regolatore generale presentate anche dal circolo Chico Mendes di Legambiente, e quest'ultimo, sperando nella riapertura del dialogo, organizza una conferenza stampa, per denunciare tutte le incongruenze ravvisate. A presiedere all'incontro con i giornalisti, svoltosi nei locali dell'Arciragazzi, sono stati Paolo Tuttoilmondo, responsabile provinciale del predetto circolo e l'architetto Lilia Cannarella. L'elencazione dei «punti neri» ravvisati nello strumento principe della pianificazione urbanistica è stata preceduta da un'analisi generale del piano che, approvato in fretta e furia lo scorso anno, è stato disconosciuto dallo stesso progettista Gabrielli. Gli «stridenti contrasti» rilevati da Legambiente sono il frutto di due generi di riflessioni: una di carattere generale, scaturita dall'indicazione dei dati Istat, secondo cui, in Italia, poiché ogni nucleo familiare è inquilino, l'edilizia non può più essere il motore trainante dell'economia; l'altra, più specifica, attiene all'inestimabile patrimonio archeologico, culturale e paesaggistico di Siracusa, la più importante tra le colonie della Magna Grecia. Tra le anomalie conseguenti a ciò, Legambiente ha, dunque, annoverato, innanzitutto, l'espansione edilizia, di cui, nell'ambito del piano adottato, attraverso aree di edilizia residenziale pubblica, un numero eccessivo di comparti, nonché trasformando le residenze stagionali in quartieri residenziali stanziali, è stata aumentata a dismisura la cubatura. Per quanto concerne, poi, il parco delle mura dionigiane, la cui conservazione è divenuta più che mai un obbligo dopo l'inserimento del territorio nel patrimonio dell'Unesco, in esso sono stati previsti 5 comparti, con costruzioni per oltre 200 mila metri cubi. Per quanto riguarda, inoltre, le zone T1 e T2, ossia le aree costiere, il piano prevede la realizzazione di strutture turistiche alberghiere, che, se diversamente pensate, non pregiudicherebbero gravemente l'assetto archeologico, geologico, e geomorfologico. L'altro punto debole contestato da Legambiente riguarda la zona dei Pantanelli che, in seno al piano, oltre a non essere stata circoscritta alla zona comprensiva dei fabbricati, non è stata allargata alla fascia di rispetto della riserva Ciane Saline in continuità con la zona E1. Altro «scempio» secondo Legambiente è, poi, la sostituzione della pista ciclabile, prevista nell'ex cintura ferroviaria, con una strada rotabile. Legambiente, che, chiederà la riapertura della discussione in Consiglio comunale, nel caso in cui il tentativo di interlocuzione dovesse fallire, presenterà le osservazioni al Cru, a cui potrebbe far seguito il ricorso al Tar.