NESSUNA considerazione per un ente con oltre due secoli di storia, che raccoglie il fior fiore della scienza nazionale. Affatto considerata anche l'importanza di un centro dove gli italiani possono consultare una biblioteca composta da ventimila volumi, molti rarissimi, e un archivio sterminato. Come fosse l'ultimo degli occupanti abusivi, l'Accademia nazionale delle scienze, il 26 luglio scorso, si era vista sfrattare dai locali del Comune che occupa nel complesso di Villa Torlonia. La concessione era scaduta, quegli immobili erano finiti nei tanti al centro degli accertamenti sull'"affittopoli" avviati dal commissario straordinario Francesco Paolo Tronca e con la giunta a cinque stelle era partito l'ordine di riconsegna del Villino Rosso e delle Scuderie vecchie. Un colpo alla cultura d'Italia. Bloccato però dal Consiglio di Stato che ha ora sospeso il provvedimento di Roma Capitale. L'Accademia, che prende le mosse dalla "Società Italiana" fondata nel 1782 a Verona dal matematico Antonio Maria Lorgna, che ha avuto tra i soci sette premi Nobel e che attualmente è presieduta dalla biologa Emilia Chiancone, è stata tra gli enti che, quando in Campidoglio sedeva Walter Veltroni, hanno contribuito a strappare Villa Torlonia al degrado. Nel Villino Rosso 300 metri quadrati articolati su tre piani sono stati stabiliti gli uffici dell'ente e l'archivio (nelle scuderie la biblioteca) spendendo mezzo miliardo di vecchie lire per recuperare quegli edifici. Un polo culturale di altissimo livello. Tra i ventimila volumi conservati in quegli spazi vi sono anche collezioni intere di periodici accademici dell'Ottocento, mentre l'archivio è articolato nel fondo istituzionale, che raccoglie tutti i documenti dell'Accademia, dal 1782 a oggi, nei fondi degli scienziati, in quello di fisica quantistica e nel fondo Cannizzaro. Ma tutto questo non ha impedito l'ordine di sfratto. Per Roma Capitale, scaduta la concessione, l'Accademia deve fare i bagagli e gli edifici che occupa devono essere assegnati mediante gara. Un'idea che aveva avallato anche il Tar del Lazio. A salvare l'Accademia nazionale delle scienze è però intervenuto il Consiglio di Stato, raccogliendo anche le indicazioni del Ministero dei beni culturali, proprietario degli immobili insieme al Comune, che ha lamentato il mancato coinvolgimento nell'iniziativa presa dal Campidoglio. Per Palazzo Spada è "dominante l'interesse generale alla fruizione del patrimonio culturale dell'Accademia, archivio e biblioteca, che subirebbe un evidente vulnus dall'esecuzione dell'atto impugnato". Sospeso così il provvedimento di Roma Capitale. E mentre la Torre Moresca resta abbandonata all'incuria e non si sa quando verrà riaperto al pubblico il bunker di Mussolini, almeno una parte di Villa Torlonia (per ora) è salva.