Verona. Problemi burocratici, questioni tecniche, il cambio della presidenza di Cariverona. I possibili alibi sono ormai un ricordo: è stato finalmente assegnato l'incarico di progettazione per il mega-restauro dell'Arena, finanziato con ben 14 milioni, per metà stanziati da Fondazione Cariverona e per l'altra metà da Unicredit. I lavori potranno iniziare già in autunno, al termine della stagione estiva. VERONA. È stato finalmente assegnato l'incarico di progettazione per il mega-restauro dell'Arena di Verona, finanziato con ben 14 milioni di euro, per metà stanziati da Fondazione Cariverona e per l'altra metà da Unicredit. Il finanziamento era stato annunciato nell'ormai lontano dicembre 2014, con la famosa conferenza stampa tenuta a Milano da Paolo Biasi, allora presidente di Cariverona), Federico Ghizzoni, ex amministratore delegato di Unicredit, e dal sindaco di Verona Flavio Tosi. Da allora, e per oltre due anni, quei soldi erano rimasti fermi, inutilizzati, in attesa che una progettazione completa dicesse in dettaglio in qual modo dovessero essere spesi. Il ritardo aveva iniziato da tempo a creare inquietudini e tensioni, e a Palazzo barbieri c'era chi temeva che, in assenza di passi avanti, la Soprintendenza potesse decidere di «strigliare» tutti i protagonisti della vicenda. Problemi burocratici, questioni tecniche, il cambio della presidenza di Cariverona (da Paolo Biasi ad Alessandro Mazzucco) erano le possibili attenuanti. Ma i timori c'erano. E si sono dissolti solo nelle ultime ore, quando dai vertici di Cariverona è arrivata la notizia del via libera all'incarico per la progettazione. Adesso quindi si potrà disegnare il progetto definitivo, cui seguirà subito dopo quello esecutivo. In pratica, i lavori all'interno dell'anfiteatro potranno ragionevolmente iniziare subito dopo che si sarà conclusa la prossima stagione operistica estiva (compresa l'appendice dedicata al pop e al rock). Quali saranno gli interventi da effettuare con quei 14 milioni? Una quota parte (ma non la più rilevante) sarò destinata alla sigillatura dei gradoni contro l'acqua piovana, tema di cui molto abbiamo scritto nei giorni scorsi, in relazione alle discussioni sulla possibile copertura del monumento. La fetta più grossa del mega-investimento sarà invece destinata al rifacimento dell'impianto elettrico, con nuovi e più moderni servizi antincendio. Da rifare anche i servizi igienici, per il personale e per il pubblico. I lavori all'interno dell'Arena dureranno almeno tre anni, con ovvie sospensioni durante i mesi estivi, per consentire il regolare svolgimento delle stagioni operistiche e dei concerti rock e pop. Tutte le fasi dei lavori saranno seguiti dal conservatore dell'Arena, ingegner Sergio Menon, dal Soprintendente ai Beni culturali e paesaggistici del Veneto Ugo Soragni, dalll'architetto Stefano Gris e dall'ingegnere Claudio Modena. Il finanziamento era stato possibile grazie al cosiddetto Art Bonus, che consente di detrarre dalle tasse il 65 per cento di quanto erogato per iniziative culturali. Alla presentazione dello stanziamento, nel dicembre 2014 al piano nobile dell'Unicredit Tower di Milano, il sindaco Flavio Tosi (forse con lo sguardo già rivolto alle polemiche di questi giorni) aveva detto che quei 14 milioni sarebbero serviti «a tutelare e a salvaguardare il nostro Anfiteatro, il cui primo nemico da battere è la pioggia che si infiltra nei gradoni, scava, svuota i terrapieni e può portare anche dei crolli».