Quello che doveva essere il grande scontro si è tramutato in una collaborazione preziosa nell'interesse degli Scavi di Pompei. Dopo il «no» del questore al corteo previsto per oggi, e dopo la sfida lanciata dal soprintendente Massimo Osanna per tenere l'area archeologica aperta nonostante le possibili assemblee, i sindacati cambiano strategia. Così oggi, nel giorno in cui arrivano i ministri Dario Franceschini, Claudio De Vincenti e il commissario Ue Corina Cretu, non ci saranno né assemblee né manifestazione, ma solo «collaborazione». Ma la commissaria Ue accusa: «Fondi spesi male, ritardi per la corruzione». NAPOLI. Quello che doveva essere il grande scontro si è tramutato in una collaborazione preziosa nell'interesse degli Scavi di Pompei. Dopo il no del questore al corteo previsto per oggi, e dopo la sfida lanciata dal soprintendente Massimo Osanna per tenere l'area archeologica aperta nonostante le possibili assemblee, i sindacati cambiano strategia. Così oggi, nel giorno in cui arrivano i ministri Dario Franceschini, Claudio De Vincenti e il commissario Ue Corina Cretu, non ci saranno né assemblee né manifestazione, ma solo «collaborazione». Con un comunicato Antonio Pepe, a nome di Unsa e Flp spiega che oggi i sindacati offriranno «la disponibilità per l'ampliamento della fruizione del sito di Pompei con l'apertura di due domus, prevalentemente chiuse al pubblico per mancanza di personale». Ciò grazie a due custodi liberi dal servizio che gratuitamente, dalle ore 9 alle 12, sorveglieranno la domus di Trittolemo oltre a quella di Romolo e Remo». La proposta dei sindacati Unsa e Flp alla Soprintendenza è una mano tesa, ma anche il tentativo di dimostrare a ministri e commissaria Ue che i problemi ci sono e che vanno risolti anche se non si usano le maniere forti. «Le organizzazioni sindacali Unsa e Flp, con questa iniziativa si legge nella nota intendono dimostrare all'opinione pubblica che il loro proposito è, oltre a rivendicare i diritti dei lavoratori, quello di migliorare l'ospitalità offerta dai pompeiani e farne riscontrare l'altruismo». I sindacati avevano annunciato un'assemblea dei lavoratori nell'auditorium degli Scavi nella prima domenica del mese. La protesta avrebbe causato grandi disagi nella giornata a ingresso libero del sito archeologico. Dopo l'intervento di Osanna l'assemblea era stata posticipata al giorno 9 febbraio, in concomitanza con la visita dei ministri e del commissario Ue Cretu. Una sfida che però aveva sollevato fortissime polemiche e dure accuse contro i sindacati, perfino dalle altre sigle dei lavoratori. Così l'assemblea è stata del tutto revocata. In alternativa i sindacati hanno chiesto l'autorizzazione a effettuare un corteo. Ma la questura, per garantire l'ordine pubblico, lo ha vietato. L'unica autorizzazione è stata data al presidio degli «autonomi» che si terrà stamattina dalle 9 alle 12 davanti all'ingresso di Piazza Esedra. Corina Cretu che oggi visiterà i cantieri del Grande Progetto finanziati con 105 milioni dall'Unione europea, ieri non ha risparmiato critiche alla classe «amministratrice» del Sud. «Negli ultimi mesi ha detto l'utilizzo dei fondi strutturali europei da parte dell'Italia ha registrato un'impennata positiva, ma i risultati che derivano dai progetti finanziati o cofinanziati con le risorse europee sono deludenti, specie nel Mezzogiorno, in termini di rilancio della crescita e dell'occupazione». Il commissario ha osservato che la Ue «è preoccupata per il Mezzogiorno. C'è un problema di capacità amministrativa», perché «nonostante così tanti fondi spesi» nel Meridione «non vediamo davvero la crescita e il lavoro che ci aspettiamo». E su Pompei: «Abbiamo già visto che i turisti sono aumentati, ma ci sono diversi ritardi a causa della mafia e della corruzione». Poi un affondo diplomatico: «La mia impressione è che le autorità italiane abbiano capito che a volte le capacità amministrative sono molto più importanti dei soldi», ha continuato la commissaria, che ha definito una «risposta intelligente» dello Stato a queste problematiche la creazione nel 2014 dell'Agenzia per la coesione territoriale. Pompei ancora una volta è sotto processo da parte dell'Unione europea. Oggi toccherà a Franceschini e Osanna spazzare via i dubbi mostrando il lavoro svolto fino ad ora con 29 domus restaurate e aperte in un anno.