PALAZZO MIRTO PER IL RECUPERO DI UN SALOTTINO OTTOCENTESCO E DI UN DIPINTO, MA SONO 45 LE RICHIESTE PROVENIENTI DA UNA TRENTINA DI SEDI Nella città che sta per fregiarsi del titolo di capitale italiana della cultura si cercano spiccioli per un restauro. Perché l'altra faccia dei tagli della Regione sui monumenti è la ricerca continua di sponsor: gli ultimi due bandi sono stati pubblicati dalla casa-museo palermitana di Palazzo Mirto, che cerca 2.500 euro per recuperare un salottino ottocentesco e 1.500 per rimettere in sesto un dipinto della propria collezione, ma sul sito della Regione si affollano, una dietro l'altra, 45 richieste d'aiuto per una trentina di siti culturali. Restauri, ma anche mille altre voci: la sovrintendenza di Catania, ad esempio, cerca cinquemila euro per un libro sugli ex voto della Grande guerra, mentre Palazzo Belmonte Riso, ancora a Palermo, ha pubblicato un avviso per fare sponsorizzare l'esposizione "Meta Land Art Apofenie Satellitari", accettando contributi anche solo per una parte dei costi. È il "si salvi chi può" della cultura siciliana, che per i restauri può contare appena su 1,4 milioni all'anno. Palazzo Mirto è il museo che più degli altri fa di necessità virtù: i bandi per il salottino e il ritratto, pubblicati poco prima di Natale, non hanno ancora ricevuto risposta, ma la direttrice Giovanna Cassata si appresta a pubblicarne un altro per i busti di Vittoria e Silvia, due sculture del primo Ottocento per le quali servono circa 700 euro. «Per quel finanziamento sono ottimista», dice Cassata, ma la storia non è dalla sua parte: in primavera il suo museo è stato uno dei primi a cercare sponsor, chiedendo 205mila euro per recuperare la sala da pranzo del piano nobile e 71mila per rimettere in sesto la facciata e il portale del palazzo seicentesco. Risultati? Ancora nessuno, tanto che alla fine per uno dei progetti, il restauro del prospetto esterno, è dovuta intervenire la soprintendenza ai Beni culturali. «L'amministrazione sta provvedendo con fondi suoi sospira Cassata anche perché erano lavori urgenti ». Decisamente meglio è andata alla Palazzina cinese. In luglio la soprintendente ai Beni culturali di Palermo, Maria Elena Volpes, ha pubblicato un bando per rifare l'illuminazione interna della casina reale che si trova al limite del parco della Favorita: alla fine, a metà settembre, si è candidato il Gioco del lotto, che ha messo a disposizione i 30 mila euro necessari e fatto partire la sistemazione di 25 lampadari storici e l'installazione di 19 nuove piantane. Il bisogno di soldi nei musei siciliani, però, è disperato: basti dire che da quando l'assessore ai Beni culturali Carlo Vermiglio ha dato il via libera alle sponsorizzazioni, circa un anno fa, le richieste di finanziamento hanno viaggiato al ritmo di una alla settimana. Interventi piccoli e grandi per realizzare video promozionali per il parco marsalese di Lilibeo come per dotare l'area archeologica di Imera di telecamere di sorveglianza in una Sicilia che, nell'anno del boom turistico, fa fatica a trovare fondi per le sue risorse più strategiche.