Lucca, la villa in cui ha vissuto la sorella minore di Napoleone è stata restaurata VIAREGGIO (Lucca) Riapre giovedì il «Rifugio di Venere», la villa che Paolina Bonaparte si fece costruire a Viareggio. Restaurata dalla soprintendenza di Lucca, grazie a una mostra organizzata per l'occasione offrirà al pubblico suggestioni e atmosfere di due secoli fa. Tutta la villa parla di Paolina, prediletta sorella minore di Napoleone, già adolescente inquieta, poi giovane vedova di un ufficiale morto di febbre gialla nelle Antille, e infine felicemente approdata, a 23 anni, nel 1803, a quel matrimonio con Camillo Borghese che le avrebbe procurato il titolo di principessa e la più divertente e prestigiosa mondanità romana. E che, soprattutto, le avrebbe concesso di essere immortalata da Antonio Canova quale «Venere Vincitrice», splendida dea bianca adagiata sui cuscini. Così dunque, simile alla statua classica oggi esposta alla Galleria Borghese, ce la immaginiamo trionfante al centro della villa che si fece costruire sulla riva del mare, nel 1815, in un momento poco propizio per le fortune dei Bonaparte, ma favorevole alla sua sfrenata passione per il musicista Giovanni Pacini. Questa villa, un gioiello di colonne e di decorazioni dipinte, festoni alla greca, bordi in stile egizio, putti, scene dell'Orlando Furioso, strumenti musicali, affacciata davanti sulla spiaggia e dietro su giardini e frutteti, è stata degnamente restaurata dall'architetto Glauco Borella. Tutti i miracoli possibili sono stati fatti per resuscitare il casino romantico e aristocratico, pieno di poltroncine e letti, libri, scaffali, musica e acquerelli, ceramiche e documenti in cornice. C'è un busto di Antonio Canova, un manto di Napoleone prestato dal museo dell'Elba, ci sono i mobili preziosi portati da Parigi, la scrivania come il tavolo da pranzo, c'è l'anello donato a quel tanto desiderato amante Pacini, che poi abbandonò Paolina, ancora giovane, malata e nevrotica. Da giovedì i turisti potranno entrare nel boudoir di Paolina, tra i tendaggi di mussolina bianca dipinti sui muri, salire la scaletta che portava alla sua indaffarata camera da letto, affacciarsi alla terrazza che un tempo guardava il mare. Potranno così facilmente immaginarsi la quotidiana avventura della bella signora che aveva seguito amorevolmente le avventure del geniale fratello, nella polvere e sugli altari, ma non si fece mai una vera famiglia sua, per diffidenza o antipatia verso quel marito, principe Borghese, che ostacolava i suoi capricci. Un personaggio da telenovela, questa Paolina Bonaparte, che si fa costruire il rifugio d'amore in un batter d'occhio sul terreno regalatole da Maria Luisa di Borbone, e qui fa una vita da sogno, respìngendo sempre l'impeccabile marito. Che richiamerà soltanto, anni dopo, per morire assistita da lui, a 45 anni, truccata come per uno spettacolo, coperta di gioielli. La dimora, andata per testamento a un'altra avventurosa sorella di Napoleone, Carolina, già vedova di Murat e regina di Napoli, ha avuto nel tempo varie vicende, perdendo pezzi di verde, ma in sostanza adesso è recuperata, nelle sua suggestione. Ci racconta la favola di un amore impetuoso e infelice, procura un calore inaspettato, una cornice commovente al fantasma di quella Paolina Bonaparte che la storia dell'arte ci ha presentato come Venere Vincente, ma che in realtà assaporò anche dure sconfitte.
Statue e gioielli, riapre il rifugio della Bonaparte
La villa di Viareggio, costruita da Paolina Bonaparte, sorella minore di Napoleone, è stata restaurata e riapre il 4 giugno. La villa, che parla di Paolina, prediletta sorella minore di Napoleone, è stata degnamente restaurata dall'architetto Glauco Borella. La villa offre suggestioni e atmosfere di due secoli fa e include elementi come la statua di Venere Vincitrice, creata da Antonio Canova, e mobili preziosi portati da Parigi. I turisti potranno visitare il boudoir di Paolina, la camera da letto e la terrazza che un tempo guardava il mare.
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