Il governatore del Lazio: "Prima chiedono una proroga di 30 giorni per la conferenza dei servizi, poi dicono no al progetto" "Sono colpito e purtroppo anche preoccupato da quello che si può anche raccontare come uno sgarbo, non istituzionale ma al sistema: chiedere la proroga di 30 giorni della conferenza dei servizi e la mattina dopo dare parere negativo al progetto". Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, sempre così poco incline a lasciarsi andare a giudizi, stavolta non ce l'ha fatta. Le ultime vicende intorno allo stadio della Roma, con il Campidoglio che gioca su due tavoli, chiedendo la proroga della conferenza dei servizi e contemporaneamente dicendo no al progetto in discussione, lo hanno fatto infuriare. "Quando sono aperte le conferenze dei servizi le parole e le conferenze stampa contano poco", ha aggiunto. Ancora: "Quando si protocollano giudizi di quel tipo, e in maniera del tutto inaspettata, data la richiesta di sospensione, è evidente che siamo in un campo in cui mi riesce difficile comprendere ciò che sta avvenendo. La conferenza dei servizi ora dovrà acquisire tutti i pareri, non sulla base delle intenzioni o degli auspici, ma sulla base degli atti amministrativi. Allo stato attuale il giudizio del Comune è negativo". "Speriamo che lo stadio della Roma non finisca come i Giochi 2024 - è intervenuto il presidente del Coni, Giovanni Malagò - Tifiamo affinché si possa fare lo stadio della Roma come quello della Lazio. Mi pare che ci sia ancora una partita da giocare. Ogni persona è in grado di giudicare gli aspetti di questa telenovela".