LAZIO, DECINE MUCCHE MUOIONO DOPO AVER BEVUTO L'ACQUA DEL FIUME SACCO Frosinone, 25 luglio - Almeno 30 mucche sono morte nel pomeriggio di martedì 19 luglio dopo aver bevuto nella Valle del Sacco l'acqua del Rio Santa Maria. Si tratta di una zona altamente inquinata per rifiuti industriali ai confini tra le province di Roma e Frosinone, nel territorio del comune di Anagni. Gli allevatori hanno riferito di aver visto cadere sull'argine le mucche subito dopo aver bevuto l'acqua, probabilmente avvelenata dagli scarichi industriali o da altre sostanze nocive. Un'altra decina di mucche sarebbe in agonia. Sul posto si sono recati i veterinari dell'Asl, polizia, carabinieri e agenti del Corpo Forestale. È stata avviata una inchiesta per accertare le cause dell'avvelenamento del corso d'acqua. Il problema dell'inquinamento della Valle del Sacco, che ha messo in crisi le attività agricole della zona, è stato uno dei primi punti affrontati dalla nuova giunta regionale del Lazio, anche con finanziamenti agli agricoltori danneggiati. In passato in questo territorio erano in funzione imprese chimiche, alcune delle quali hanno interrato i residui delle lavorazioni. "Ho perso sette mucche- ha detto un allevatore con rabbia - e queste rappresentavano il sostentamento della mia famiglia. Ora dovrò ricominciare daccapo. Questa situazione dell'acqua avvelenata va avanti da un anno e nessuno finora è intervenuto". Lo stesso hanno detto altri allevatori. tutti preoccupati sul futuro della loro attività. "A questo punto - osserva un altro - è questione di pubblica incolumità. Se un bambino prende quell'acqua con un secchio e si bagna rischia di avvelenarsi. Bisogna intervenire subito per evitare altri danni". In tarda serata ancora all'opera i veterinari per la distruzione delle carcasse e per le verifiche. Sono arrivati anche i tecnici dell'Arpa, l'agenzia regionale di protezione dell'ambiente, e esponenti di associazioni ambientaliste. "Il ritrovamento, in queste ultime ore, di capi di bestiame morti sulle rive della Valle del Sacco, per cause dovute probabilmente a fattori inquinanti, mostrano la necessità di procedere rapidamente all'abbattimento del bestiame contaminato". È quanto afferma in una nota l'assessore all'Agricoltura della Regione Lazio, Daniela Valentini, secondo la quale "l'abbattimento è l'unico strumento per sollevare gli allevatori dalla crisi, facendo ripartire l'economia della Valle in vista del suo rilancio e della sua riqualificazione". A questo scopo, ha annunciato l'assessore, "nel corso dell'assemblea con gli allevatori, assieme al vicecommissario Di Palma, abbiamo illustrato le proposte della Regione che consistono nell'abbattimento di 800 capi da lattazione con un indennizzo di 1.100 euro, più altri 521 per il riavvio di esercizio. Abbiamo poi previsto 41 euro a quintale per il latte bovino distrutto, 21 per quello ovino e 15 a titolo di contributo per la distruzione". "Gli agricoltori che hanno subito la perdita delle mucche saranno rimborsati entro breve tempo - ha assicurato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo -. Ormai siamo di fronte ad un vero e proprio problema di inquinamento ambientale che va risolto subito con adeguate misure". Per il Wwf serve una Task force, una mappa dei rischi, un intervento di bonifica e il coinvolgimento della società civile. "Tutta la valle del fiume Sacco, sia nella parte della provincia di Roma sia in quella della provincia di Frosinone sostiene il Wwf -, deve essere dichiarata area a rischio, perché è ormai evidente che esistono molteplici e gravissime fonti di inquinamento ambientale". Il Wwf chiede, infatti, al Commissario Marrazzo di approntare un processo trasparente per stabilire cause e responsabilità.
ecologia e ambiente - Lazio, inquinamento del fiume Sacco
Riassunto in massimo 200 parole:
A Frosinone, almeno 30 mucche sono morte dopo aver bevuto l'acqua del Rio Santa Maria nella Valle del Sacco. La zona è altamente inquinata per rifiuti industriali. Gli allevatori hanno riferito di aver visto cadere le mucche sull'argine dopo aver bevuto l'acqua. I veterinari, polizia, carabinieri e agenti del Corpo Forestale sono stati chiamati sul posto. È stata avviata un'inchiesta per accertare le cause dell'avvelenamento del corso d'acqua. Il problema dell'inquinamento della Valle del Sacco è stato uno dei primi punti affrontati dalla nuova giunta regionale del Lazio.
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