Una settimana fa il ritrovamento di un pavimento a mosaico sotto l'edificio della Cassa Depositi e Prestiti in piazza Dante. Una scoperta importante ora al sicuro in grandi casse. Ma si pone il problema della sua collocazione. L'idea è di delocalizzarlo nella piazza. Bocciata dai residenti che preferiscono il giardino. Piazza Dante: l'ultima scoperta archeologica solo una settimana fa, un pavimento a mosaico «che rappresenta paesaggi e giardini», come spiega l'archeologa Mirella Serlorenzi. E gli scavi, che hanno già portato alla luce una sala semicircolare affrescata degli Horti Lamiani (denominata «Volta Gatti» dal nome del primo scopritore Giuseppe Gatti agli inizi del '900) dureranno ancora due settimane al di sotto dell'edificio della Cassa Depositi e Prestiti. La scoperta è importante: un'aula ben conservata nelle sue decorazioni, dalle prime in pasta vitrea alle ultime che riprendono i decori della Domus Aurea (motivo per cui per questi Horti di un aristocratico del I secolo, Lucio Elio Lamia si può parlare di una sorta di Domus Aurea prima di quella di Nerone), che adesso è al sicuro in grandi casse e che sarà «de-localizzata». La sistemazione ideata dalla Soprintendenza e dall'architetto Stefano Borghini è sulla stessa piazza, ridisegnata secondo il sottostante tracciato archeologico, con scalee per riprendere l' aspetto dei giardini imperiali, e con un edificio in muratura circolare, per contenere la curva della sala all'interno, con una parte vetrata anche per proiezioni multimediali che raccontino le meraviglie di questi primi edifici al di là delle Mura Serviane . Ma con che soldi si realizzerà ? «Ci stiamo lavorando» è la risposta. Delle scoperte e del progetto si è parlato ieri a Palazzo Massimo nel primo «Percorso di informazione e consultazione» con i cittadini del quartiere per la riqualificazione della piazza. Comitati e cittadini che si sono espressi per lo più contrari a nuove costruzioni nel giardino, pur chiedendo più illuminazione, sicurezza, la collocazione della «Volta Gatti» in spazi vicini, magari nella più grande piazza Vittorio. «Abbiamo deciso fin da subito di de-localizzare questo ritrovamento - spiega il Soprintendente Francesco Prosperetti - anche per valorizzarlo perché è stato trovato ad una quota abbastanza profonda. La prima idea - aggiunge - è stata all'interno dello stesso palazzo ma poiché non sarebbe stato facile entrarvi, l'idea di portarlo dal sottosuolo a piazza Dante ci sembra un contributo per il quartiere». E la presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi parla «di un intervento da collegare ad altri nel rione come piazza Vittorio e Colle Oppio, per portare a nuove vocazioni turistiche». Ma i primi interventi sono una doccia gelata: «Non si può immaginare di occupare con nuove costruzioni uno dei pochi spazi verdi», dice Marina Fresa; «Il giardino rimanga giardino» afferma Federica Peschiera; Paolo Spaziani propone piazza Vittorio oppure il grande cortile all'interno della scuola. E l'8 febbraio si ricomincia.