Giuseppe Proietti, direttore del Dipartimento per la ricerca e l'innovazione del ministero dei Beni culturali, ha incontrato giorni fa a Roma il suo vecchio amico Donny George Hannah, direttore generale dei musei iracheni e del Museo di Bagdad: «Abbiamo analizzato insieme un problema internazionale. Troppi musei americani acquistano disinvoltamente sul mercato pezzi provenienti da scavi clandestini in terreno iracheno. Ma tutti i dollari spesi per comprare i reperti finanziano il grande terrorismo, che affida a manovalanza ben armata la "cura" di giganteschi scavi illeciti. Donny George dice di sapere con precisione che al Metropolitan Museum esisterebbe un grosso deposito di materiali clandestini provenienti dal suo Paese».
Dagli Usa acquisti disinvolti anche in Iraq
Giuseppe Proietti, direttore del Dipartimento per la ricerca e l'innovazione del ministero dei Beni culturali, ha incontrato giorni fa a Roma il suo vecchio amico Donny George Hannah, direttore generale dei musei iracheni e del Museo di Bagdad: Abbiamo analizzato insieme un problema internazionale. Troppi musei americani acquistano disinvoltamente sul mercato pezzi provenienti da scavi clandestini in terreno iracheno. Ma tutti i dollari spesi per comprare i reperti finanziano il grande terrorismo, che affida a manovalanza ben armata la "cura" di giganteschi scavi illeciti. Donny George dice di sapere con precisione che al Metropolitan Museum esisterebbe un grosso deposito di materiali clandestini provenienti dal suo Paese.
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