Ecologia e ambiente Milano, 25 luglio Trenta sezioni di Italia Nostra contro la candidatura di Carlo Ripa di Meana a presidente nazionale dell'associazione, dopo le dimissioni di Desideria Pisolini dall'Onda. "Ignoriamo chi abbia proposto la sua candidatura, ma la riteniamo inopportuna", scrivono le 30 sezioni in un comunicato, in risposta a un articolo apparso sul Corriere della Sera del 29 giugno scorso in cui si ventilava la possibilità di vedere al vertice dell'associazione l'ex ministro dell'ambiente, tornato alla ribalta per le sue battaglie contro l'eolico. "Alle ultime elezioni del consiglio direttivo nazionale c'è stato un voto plebiscitario a favore di Desideria Pasolini dall'Onda, segno della grande stima di cui gode e riconoscimento, da parte dei soci, del grande lavoro da lei svolto per rinnovare l'associazione e riportarla all'attenzione del pubblico e del mondo politico. Nelle stesse elezioni - continua il comunicato - Ripa di Meana è risultato soltanto sedicesimo nella graduatoria degli eletti e dunque è evidente che non rappresenta la maggioranza dei soci elettori di Italia Nostra. Per queste ragioni respingiamo ogni ipotetica candidatura di Carlo Ripa di Meana, a noi estranea anche per i modi e i tempi in cui si è palesata e chiediamo, prima delle nuove elezioni, un congresso dei soci dove fare chiarezza sull'organizzazione che si deve dare la nostra associazione per fare fronte in modo adeguato al pesante attacco contro il patrimonio culturale e naturale italiano". Secondo le 30 sezioni, al necessario rinnovamento di Italia Nostra non occorrono personalità della politica ma persone che abbiano saputo coniugare la propria cultura con un trasparente ed effettivo impegno sul territorio, a fianco dei soci e delle sezioni di Italia Nostra.