La scrittrice Simonetta Agnello Hornby: "Viene premiato il multiculturalismo. Adesso riscopriamo la bellezza" Emma Dante risponde al cellulare trafelata durante l'ultima prova di Odissea A R che ieri sera ha debuttato all'Argentina di Roma: «Ragazzi, Palermo è capitale della cultura 2018», dice ai 23 attori-allievi della scuola del palermitano Teatro Biondo e subito dal palco si alza un grido di entusiasmo. Tre anni e mezzo dopo l'esclusione dalla corsa per diventare capitale europea della cultura, il capoluogo siciliano vince il titolo di capitale italiana della cultura 2018. Un riconoscimento assegnato ieri dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Palermo vince perché la candidatura «è sostenuta da un progetto originale, di elevato valore culturale, di grande respiro umanitario». La città ha battuto Alghero, Aquileia, Comacchio, Ercolano, Montebelluna, Recanati, Settimo Torinese e Trento. «Essere nella short-list è un po' come ricevere una nomination all'Oscar: consente di lavorare molto anche in termini di progettazione e promozione» ha detto il ministro mentre il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha invitato tutti i sindaci delle città escluse sul palco insieme con lui. «Abbiamo vinto tutti ha detto Orlando Questo riconoscimento conferma la rinascita di Palermo diventata capitale del dialogo ». Il titolo di capitale della cultura porterà nelle casse dell'amministrazione un milione di euro che si sommano ad altri 6,4 milioni di investimenti previsti. Nel 2018 Palermo ospiterà anche Manifesta, la biennale d'arte itinerante. «Ero tra i promotori della corsa di Palermo a capitale europea della cultura 2019: dice la scrittrice Simonetta Agnello Horby, palermitana trapiantata a Londra e sono felice di questo riconoscimento che premia il multiculturalismo della città e che può essere l'occasione per scoprire le sue bellezze nascoste». Esulta pure Emma Dante, la regista che a Palermo ha scelto di tornare a vivere e che con il suo Macbeth ha appena inaugurato la stagione del Teatro Massimo: «È un sogno che si avvera, adesso puntiamo sempre di più sulla qualità e sul confronto». Dacia Maraini, l'autrice di Marianna Ucrià, che con la Sicilia ha un rapporto speciale, spera che questa per Palermo sia l'occasione «per una grande pulizia in casa»: «Sbattere i tappeti, cambiare gli infissi, lustrare i pavimenti». «Ma Palermo, e forse anche questa è la sua forza, non sarà mai perfetta dice Roberto Alajmo, scrittore palermitano e direttore del Teatro Biondo Questa, però, può essere l'occasione per sfruttare i suoi ampi margini di miglioramento. Sempre che i suoi abitanti non passino il tempo a litigare sulla nomina in sé, invece che darsi da fare».