LA Procura della Repubblica di Torre Annunziata apre un'inchiesta sul crollo di una porzione di muro avvenuto venerdì scorso negli scavi di Pompei. Il procuratore Sandro Pennasilico ha aperto un fascicolo conoscitivo, e attende ora l'esito degli accertamenti sul campo affidati ai carabinieri. Venerdì l'allarme era scattato per il cedimento di una porzione di muro di 1,5 metri quadrati di una parete non affrescata di una domus chiusa al pubblico, la casa del "Pressorio di terracotta", in via dell'Abbondanza, nella Regio I. Un'area degli scavi - come ricordato dal direttore generale della soprintendenza Massimo Osanna - dove i lavori di messa in sicurezza non sono in corso a causa di un ricorso al Tar che blocca da più di un anno l'assegnazione della gara d'appalto, bandita nell'ambito del Grande progetto Pompei. Nel frattempo, si apre una settimana calda per le relazioni sindacali. Il 5 febbraio i sindacati autonomi Flp e Unsa, in concomitanza con la prima domenica del mese a ingresso gratuito, hanno convocato a Pompei un'assemblea dalle 8 alle 11. Con la conseguenza che molte domus resteranno chiuse perché incustodite. Difficile che la riunione sindacale tenga chiusi anche i cancelli principali degli scavi: già giovedì scorso, in occasione di una precedente assemblea convocata alle 9 da Flp e Unsa, gli scavi erano stati regolarmente aperti. Di qui il nuovo scontro tra sigle autonome e Osanna. Il 9, invece, arriva a Pompei la commissaria per gli Affari regionali dell'Unione europea, Corina Cretu, che ha la supervisione sul Grande progetto, assieme al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, per una ricognizione sui cantieri in corso. Anche il ministro per il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, potrebbe partecipare al sopralluogo. Per l'occasione verrà riaperta la casa dei Casti Amanti, una delle ultime scavate a Pompei negli anni 80. Probabile una visita anche al luogo del crollo di venerdì scorso, nella Regio I. Ma sulla visita del ministro aleggia lo spettro delle agitazioni sindacali, con la denuncia dei rappresentanti dei lavoratori delle sigle Unsa-Flp contro Osanna per omissioni di atti d'ufficio sulle norme che regolano "il confronto con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative". Accuse alle quali Osanna ha replicato parlando di presunti "ricatti" subiti. «Dopo le gravi dichiarazioni del direttore - annuncia ora Antonio Pepe, segretario aziendale dei sindacati autonomi - chiediamo un tavolo di trattativa nazionale con il ministro Franceschini». «Ovviamente deciderà il ministro - precisa Antimo Cesaro, sottosegretario ai Beni culturali - ma se ogni sigla sindacale chiedesse questo, al ministero staremo giornate intere a discutere di questioni locali. Desta molte perplessità la decisione di convocare un'assemblea di domenica mattina, in coincidenza con l'apertura gratis dei siti. Rispetto i diritti dei lavoratori. L'impegno del governo resta quello di bandire nuovi concorsi per l'assunzione di personale qualificato: con Ales sopperiamo alle carenze, ma ora dobbiamo sbloccare le assunzioni: il personale Mibact è troppo poco».