L'INTERVISTA L'EX PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE SICILIA Professor Gianni Puglisi, la giunta Crocetta vuole chiamare manager esterni per gestire i parchi archeologici. Da presidente emerito della Fondazione Sicilia ha sempre pungolato la politica perché valorizzi i nostri beni: questa è la strada giusta? «Senz'altro sì. Ma con qualche puntino sulle "i"». Quali? «Anzitutto un bando internazionale, con selezione affidata a esperti dal profilo indiscutibile. Poi autonomia e budget adeguati». Lo stipendio arriva a 240mila euro, ma le risorse rimangono quelle. «Invece serve un budget gestionale all'altezza. Io non credo che il problema sia lo stipendio». Beh, senza stipendi adeguati è difficile attirare superesperti. «È chiaro che se vuoi un esperto che viene da Chicago o da Pechino devi dargli uno stipendio. Se però arriva e trova 30mila euro in cassa ti saluta subito. Ma c'erano anche altre condizioni». La selezione, diceva. «Sì. I manager non deve sceglierli la politica. Ma serve soprattutto che abbiano autonomia. Se devono sottostare a una burocrazia asfissiante scappano. E poi ci sono le cattedrali nel deserto». Non si può spostare la Valle dei templi o la Villa del Casale. «Ma intorno si possono costruire infrastrutture adeguate. Come si arriva al museo di Aidone o a Piazza Armerina? A chi arriva non bisogna far pagare il biglietto: si deve dare un premio». Sembra una bocciatura. «Idea da 10 e lode. Per il resto ci aggiorniamo ». c. r