Al Qaeda punta a distruggere il capolavoro di Michelangelo. Servizi in allerta ROMA L'obiettivo più sensi-bile in Italia? È la Cappella Sistina. La sala affrescata da Mi-chelangelo, parte integrante dei Musei Vaticani, è nel miri-no dei terroristi islamici. La Cappella dove vengono eletti i Papi, visitata ogni anno da 3 milioni di turisti, potrebbe quindi essere colpita da un attentatore, magari un kami-kaze pronto a farsi esplodere per distruggere uno dei luo-ghi simbolo della civiltà occi-dentale. Lo sostiene una fon-te vicina al Governo. I nostri 007 hanno attivato tutte le misure necessarie (non escludendo la presenza capil-lare di agenti in borghese in loco) per garantire la sicurez-za della Cappella. Dalle minacce i seguaci di Bin Laden in Italia potrebbe-ro quindi passare ai fatti. In un comunicato diffuso giove-dì su Internet gli islamici era-no stati chiari. «I prossimi se-gni - scrivevano i fanatici di Allah - si vedranno nel cuore delle capitali europee». E ci-tavano, prima nella lista, la nostra capitale, Roma. Ieri, in altro testo lanciato via web dalle Brigate dei Martiri di Abu Hafs al Masri, filiale di Al Qaeda in Europa, leggiamo: «Giuriamo su Allah che in-nalzeremo la bandiera della Jihad in ogni luogo fino a che i miscredenti non abbandone-ranno l'Iraq e l'Afghanistan». Viste le minacce, precise e circostanziate, dei fedelissi-mi di Bin Laden nel Vecchio Continente, i servizi segreti italiani si sono subito mobilitati. Non solo per verificare l'attendibilità di questi mes-saggi, ma per tentare di anti-cipare le mosse dei kamika-ze. E tra i 30 mila punti elen-cati dagli agenti nostrani co-me possibili bersagli del ter-rorismo musulmano, l'intel-ligence pone in primo piano il simbolo artistico più alto del-la civiltà cristiana: la Cappel-la Sistina. In passato si è parlato insi-stentemente sul fatto che tra i possibili obiettivi di un atten-tato islamico potesse figura-re, genericamente, la Città del Vaticano, come luogo sa-cro per la cristianità e ricordo delle crociate per gli integra-listi islamici. Si era anche parlato di San Pietro. In parti-colare era scattato il mecca-nismo di massima allerta nel dicembre del 2003, in conco-mitanza con la cattura di Saddam Hussein. Per quel Natale la Prefettura della capitale aveva vagliato la possibilità di chiudere di notte via della Conciliazione. E ora torna la paura in Vati-cano. Anche perché Papa Ratzinger ha tuonato contro il terrorismo islamico. L'at-tentato a Sharm, così come quelli di Londra, in Turchia e a Bagdad, perii Papa sono « at-ti frutto di un nichilismo tre-mendo». Parole pesanti. Per Benedetto XVI gli attentatori suicidi sono "disumani". Che il Vaticano non sia al riparo da iniziative terroristi-che lo sa anche Silvio Ferrari, docente di diritto canonico all'Università di Milano, autore di numerosi saggi dedi-cati all'Isiam. «I terroristi -spiega - non perseguono una logica religiosa basata sul ra-gionamento: "la Chiesa e il Papa sono sostenitori del dia-logo con l'Islam, dunque risparmiamoli'. Dato che si muovono al di fuori della logi-ca religiosa, i terroristi tendo-no a massimizzare l'impatto mediatico dell'atto terroristi-co». E l'impatto mediatico di un attacco alla Cappella Sisti-na sarebbe veramente di-rompente.
Vogliono colpire la Cappella Sistina
La Cappella Sistina, un capolavoro di Michelangelo, è stata menzionata come possibile obiettivo di un attentatore islamico. I servizi segreti italiani hanno attivato misure di sicurezza per proteggere la cappella, che è visitata ogni anno da 3 milioni di turisti. I seguaci di Al Qaeda hanno diffuso un comunicato minaccioso su Internet, che menziona la Cappella Sistina come possibile bersaglio. I servizi segreti italiani hanno verificato l'attendibilità delle minacce e stanno tentando di anticipare le mosse dei kamikaze. La Cappella Sistina è stata menzionata come possibile obiettivo di un attentatore islamico in passato, e anche Papa Ratzinger ha espresso preoccupazioni per il terrorismo islamico.
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