L'ANNUNCIO L'EDIFICIO CHE FU IL SET DI MONICA BELLUCCI NELLA "RIFFA" ACQUISTATO PER 4 MILIONI DALLA FONDAZIONE PUGLIA UN PALAZZO monumentale appartenuto alla famiglia Starita. L'acquisizione da parte della Fondazione guidata da Antonio Castorani può cambiare in meglio il destino del palazzo identificato con la meridiana, l'orologio che segna le ore al variare del sole, posizionata in alto sulla facciata dell'edificio. «Abbiamo deciso di impegnare i risparmi accumulati negli anni in questa impresa » commenta Castorani, presidente della Fondazione Puglia, nata come fondazione della Cassa di Risparmio di Puglia e poi negli anni separatasi dall'attività della banca. Oggi la fondazione può contare su un patrimonio del valore di 150 milioni di euro e investe ogni anno circa tre milioni di euro in ricerca, valorizzazione dei beni culturali (tra cui si conta anche il finanziamento della Fondazione Petruzzelli, della Camerata e di iniziative musicali in tutta la Puglia) e in beneficenza e welfare. I quattro milioni di euro dell'acquisizione, però, non basteranno per far riaprire automaticamente l'imponente portale di stampo neoclassico che chiude questo edificio caratterizzato da un doppio ordine di finestre ed è rivestito di lastre in pietra calcarea. Per rimettere in sesto le volte affrescate con stucchi e i pavimenti in maiolica serviranno almeno altri quattro milioni di euro. Una cifra necessaria anche a risolvere i problemi di stabilità del palazzo: «Problemi che accomunano molti palazzi di Bari Vecchia spiega ancora Castorani visto che la zona è stata costruita su un terreno di riporto. In particolare su Palazzo Starita uno spigolo del fabbricato rischia di cedere. Si tratta di interventi architettonici impegnativi». I lavori dovrebbero durare due anni, ma ne varrà la pena, perché il progetto della Fondazione è di ampio respiro: al piano terra (quello che dà sul giardino esterno, fino a poco tempo fa occupato da un ristorante) sarà dedicato a convegni e conferenze, al primo piano spazio a mostre, mentre il terzo piano ospiterà la biblioteca della fondazione che, a sua volta, sposterà la sua sede all'ultimo piano del palazzo. «Ci sembra un intervento più che utile e doveroso per restituire questo edificio anche al pubblico. Così piazza del Ferrarese ospiterà due contenitori pubblici come Sala Murat ed ex mercato del Pesce e il nostro contenitore privato, un modo per arricchire l'offerta culturale della città». Sempre in tema di beni artistici, ieri in commissione Cultura del consiglio regionale sono stati ascoltati i soprintendenti per i beni archeologici di tutte le province pugliesi. Un modo per fare il punto della situazione anche sul polo delle arti contemporanee che dovrebbe nascere proprio in piazza del Ferrarese a Bari e sull'area archeologica di San Pietro «per la quale fa notare il presidente della commissione, Alfonsino Pisicchio non ci sono ancora finanziamenti certi».