ERANO materiali dispersi. Chiusi in cassette di legno. Imballati alla meno peggio. Sballottati da una sede all'altra dell'ateneo e della facoltà, ogni volta che c'era un trasferimento degli ex Istituti di archeologia e di storia dell'arte. Materiali dimenticati. Fino a quando un tecnico del laboratorio di fotografia del Dipartimento di studi umanistici della Federico II ha curiosato dentro alcuni scatoloni dimenticati. E vi ha trovato un patrimonio di vecchie foto e lastre, diapositive e pellicole. Inutilizzate, ormai, da oltre 50 anni. Al primo ritrovamento, Lucio Terracciano il tecnico del laboratorio ha tirato fuori le lastre dal buio delle cassette di legno e si è precipitato dagli storici dell'arte che quei materiali, ormai desueti, temevano fossero andati persi per sempre. «Da quel momento racconta la storica dell'arte Paola D'Alconzo è cominciata la caccia ai materiali sparsi qui e lì. E abbiamo ricostruito un archivio fotografico di storia dell'arte e di archeologia che abbiamo intitolato al professore Giovanni Previtali». Conserva fotografie, diapositive e stampe di reperti archeologici, scavi, monumenti, opere d'arte e manoscritti, acquistate o fatte realizzare per fini documentari e didattici. Il nucleo più prezioso è costituito dalle oltre 7.400 lastre di vetro per proiezione che documentano il patrimonio archeologico e storico artistico italiano, europeo e del bacino del Mediterraneo, coprendo una cronologia che spazia dall'età antica a quella contemporanea. «Le lastre di vetro sono state impresse spiega Paola D'Alconzo, che insieme a Carmela Capaldi è responsabile scientifica dell'Archivio tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento da fotografi importanti come Alinari, Anderson, Sommer. Le abbiamo inventariate e digitalizzate. E grazie a una convenzione con le Soprintendenze abbiamo potuto adottare la schedatura ufficiale del Mibact. E saranno on line nel Catalogo nazionale dei beni culturali e rese fruibili a un pubblico più vasto grazie alla piattaforma eCo dell'ateneo Federico II». La parte più organica del fondo storico di questo archivio è da oggi in mostra nel chiostro di Porta di Massa del Dipartimento di studi umanistici, in occasione di un convegno che, oggi e domani, intende porre l'attenzione sugli archivi fotografici e la fotografia di documentazione. Interverranno storici dell'arte e archeologi, responsabili di altri archivi fotografici italiani ed europei, nonché, per presentare le collezioni digitali dell'università, il prorettore Arturo De Vivo e il direttore del dipartimento Edoardo Massimilla. «Da questa due giorni partirà anche la proposta aggiunge D'Alconzo di costituire una rete degli archivi fotografici delle università italiane. Vogliamo valutare lo stato attuale di fototeche e diateche di riproduzione, luoghi di ricerca e oggetto essi stessi di indagine; vogliamo discutere delle loro prospettive future, tra tutela dei beni custoditi e individuazione delle più corrette modalità di divulgazione».