Umberto Venier: «Vorrei affidare in comodato d'uso i miei fossili, ma non ho ricevuto risposte» SAN VITO. Un appassionato di paleontologia vorrebbe affidare in comodato d'uso al Comune di San Vito la sua collezione di un migliaio di fossili perché possa essere esposta al pubblico. Ha scelto di rivolgersi a San Vito, in quanto è una realtà attenta alla cultura e alla sua divulgazione e perché è la città dove visse Anton Lazzaro Moro, considerato il padre di paleontologia e geologia moderne. Ma il Comune, ripetutamente interpellato, non gli ha ancora risposto. Pare lo farà a breve, con un diniego. Intanto, alcuni consiglieri comunali vogliono approfondire la questione. Umberto Venier, 67 anni, perito chimico in pensione residente a Domanins di San Giorgio della Richinvelda, per anni ha collezionato reperti. Ora li vorrebbe offrire in comodato d'uso a tempo indeterminato. Per lui rappresentano «un brutto ricordo». Gli hanno causato, «tra 2011 e 2014 ricorda , un processo con l'accusa di detenzione di beni culturali senza autorizzazione: sono stato assolto perché il fatto non sussiste». Venier può far ciò che vuole dei suoi fossili, ora chiusi negli scatoloni. «La maggior parte è stata raccolta in superficie e senza scavi puntualizza -, tra cave, torrenti, frane. Altri, tra mercati e fiere. Oltre metà provengono dal Friuli, l'altra parte dal Vicentino, dal Centro Italia e dall'estero. Fossili di felci, piante del Carbonifero, pesci del Triassico, ammoniti, conchiglie, coralli del Collio e via dicendo». Il valore non è tanto economico, quanto divulgativo. Ha offerto il comodato della collezione e le undici vetrine, che con alcuni accorgimenti tornerebbero efficienti. «Occuperebbero una stanza di 30 metri quadrati», stima Venier, che in passato ha donato alcuni pezzi più rilevanti alla comunità scientifica. Nelle scorse settimane ha scritto a tutti i consiglieri. Ha spiegato di essersi rivolto, nell'estate 2015, al sindaco Antonio Di Bisceglie, che ne sarebbe rimasto «entusiasta». Poi, poi tutto è caduto nel vuoto. Lo scorso autunno, una raccomandata indirizzata a sindaco, segretario comunale e consiglieri comunali. Quindi, una richiesta di colloquio e un passaggio pure col museo De Rocco. «Non ne ho saputo più nulla, e attendo una riposta positiva o negativa», ha scritto ai consiglieri. Se diniego sarà, si rivolgerà a realtà più piccole, già interessate. «Sarebbe un peccato osserva , la collezione avrebbe meno visibilità che a San Vito, comune importante che ha già una realtà museale e belle iniziative culturali». Non ultimo, a San Vito visse Moro (1687-1764), il primo a ipotizzare la tettonica a zolle, spiegando perché si trovano fossili di crostacei in alta montagna. «Ospitare la collezione sarebbe un degno modo per omaggiare l'illustre sanvitese».