L'IDEA di fondo è sempre la stessa: non fermarsi alla copertina, dare oltre, ritrovare o imbattersi nel gusto di pensare. «E' quanto abbiamo fatto finora, e penso sia la ricetta giusta per definire il lavoro di questi anni al Ducale chiarisce Luca Borzani, presidente della Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale, arrivata ad un anno cruciale: un programma ricco e variegato per tutto il 2017 (con qualche sguardo anche al 2018) ma anche la fine di un mandato amministrativo nel quale il palazzo delle produzioni culturali si è attestato come un punto di riferimento cittadino da un lato, ma con una solida reputazione a livello italiano ed europeo. Con 600 mila visitatori (tra mostre e conferenze) in un anno, e almeno 16 mila solo nel periodo natalizio, la sfida qual è? «Non nascondo che mi piacerebbe sedimentarlo, questo dato confessa Borzani D'altro canto non mancano le soddisfazioni. Come aver definito "Da van Gogh a Picasso" la quarta mostra più visitata d'Italia nell'anno: sopra di noi però si sono piazzati eventi, più che altro, come la passerella di Christo sul Lago d'Iseo o la Biennale di Venezia. Questo ci dimostra che la nostra offerta culturale sa colpire il pubblico» . Anche perché Genova ha una sua tradizione di cultura che non è stata mai classista, e a questo l'offerta del Ducale si riallaccia: «sono convinto che ci sia una domanda di conoscenza e di sapere che qui non è mai mancata ribadisce Borzani anche gli operai hanno storicamente avuto curiosità e voglia di conoscere. E ci piace perciò esplorare elementi inediti, come faremo a maggio con la mostra sul rock'n'roll, legata anche questa al contesto storico in cui si è sviluppato. Comunque, pensieri che non si fermano ai titoli per rispondere alla società della semplificazione e del breve periodo. Anche quando è il Palazzo stesso a fare spettacolo, in un certo senso: non ci sono numeri, ma il videomapping, la proiezione di architetture luminose sulla facciata del Ducale in piazza Matteotti, ha attirato per tutte le sere da metà dicembre a inizio gennaio un pubblico incuriosito, pronto a fotografare e riprendere. «In una città spesso buia è un'offerta di luce e qualità commenta Borzani è già diventata una tradizione per cui, a Natale lo si fa, si dipinge il palazzo di luce. E' un modo di essere presenti, di stare dentro la città e non ti chiudi dentro» . Arte e scienza. Cosa significa condividere la scienza? E cos'hanno da raccontarci i capolavori d'arte, quelle immagini-icona che tutti conosciamo? Si intitola infatti "La scienza condivisa" il ciclo di incontri a cura di Alberto Diaspro di IIt (dal 17 gennaio al 7 febbraio) in cui sono i ricercatori, dai giovani ai nomi più affermati, a parlare del loro lavoro. «Spiegano cos'è la loro ricerca, quali sono i risultati e le applicazioni: di fatto è il percorso in cui si va dal ricercatore alla società spiega Borzani ed è un bel tema perché sappiamo l'importanza dei ricercatori nel mondo contemporaneo, l'influenza anche sulla vita di ognuno di noi» . Si comincia oggi con Fabio Beltram e la nanoscienza, si proseguirà con gli studi sul cervella di Laura Cancedda (24 gennaio), e poi Alberto Mantovani (31 gennaio) uno dei ricercatori più ascoltati nel mondo sugli studi immunitari contro il cancro, ma anche per la salute globale; e ancora, Silvia Piranomonte e Cristiano Palomba parleranno di onde gravitazionali. Non fermarsi alla copertina, alla prima impressione, si diceva: è quanto vuole suggerire il ciclo "I capolavori raccontati" che nelle precedenti edizioni (questa è la quinta) ha suscitato un vero entusiasmo. «Si ripercorre l'opera per raccontare com'è stata fatta, per ricostruire un'opera e il mondo che le stava intorno spiega il presidente di palazzo Ducale certe opere sono nella mente di ciascuno di noi, ma cosa c'è dietro? Partiamo da un'immagine per ricostruirne la storia» . Ed è lo storico dell'arte Salvatore Settis ad aprire il ciclo, con la Torre di Pisa (giovedì 19 gennaio) mentre seguiranno Il Cristo Morto del Mantegna con Marco Carminati (26 gennaio), Il Buon Governo di Lorenzetti (Stefano Zuffi, 2 febbraio), il Ritratto di Eleonora di Toledo del Bronzino (Cristina Acidini, 9 febbraio); ancora Rubens, Caravaggio, Francis Bacon sino ad arrivare al Polittico Stefaneschi di Giotto raccontato da Antonio Paolucci (9 marzo). «L'incontro con Settis è particolare avverte Borzani perché lui ha lavorato per la salvaguardia della Torre di Pisa, sia per evitare i pericoli del continuo abbassamento che per compiere una grande operazione culturale. Tutti la conosciamo ma perché? Cosa c'è oltre l'apparenza?» Il mondo e gli imperi. La primavera va a fondo, quasi seguendo un unico filo, tra il Festival di Limes, ormai diventato un appuntamento fondamentale sulla geopolitica, e La Storia in piazza. "Chi comanda il mondo?" è il titolo del Festival di Limes in programma dal 3 al 5 marzo, mentre "Imperi" è il tema della Storia in Piazza, dal 6 al 9 aprile. «Il filo c'è, ed è quello del potere mondiale, che si vada da quelli dell'antichità all'impero del male del terrorismo, ma anche a quelli senza terra della finanza globale è la spiegazione D'altronde anche gli antichi imperi erano sovranazionali » . Modigliani e Picasso. Mentre sta chiudendo la mostra di Helmut Newton e c'è tempo fino al 26 febbraio per visitare "Warhol.Pop Society" che ha avuto ottimi riscontri ed è stata, come dice Borzani, «l'occasione per approfondire il tema della non unicità di quegli aspetti del mondo pop che ha via via interessato lo spettacolo, la politica, i media» , il pensiero corre già a Modigliani. All'Appartamento del Doge, tra il 16 marzo e il 16 luglio, troveranno posto una trentina di ritratti ad olio da guardare negli occhi in modo da entrare in contatto con le storie, i sentimenti dei personaggi ritratti, «Una mostra importante perché da tempo mancava nel panorama generale una rassegna su Modigliani, e che ci fa piacere organizzare anche perché è originale, realizzata da noi con MondoMostre Skira, curata da Rudy Chiappini» , dice Borzani. Mentre si stanno definendo in questi giorni i contenuti di un'altra mostra che potrebbe avere numeri altissimi di visitatori, quella dedicata a Picasso, con opere in arrivo dal Musée Picasso di Parigi. E che traguarderà nel 2018.