Ma il nostro patrimonio artistico è penalizzato Dettagliato resoconto di quattro anni di attività Stanziati due milioni e mezzo di euro per il parco archeologico di Capichera CAGLIARI. Se c'è da tagliare finanziamenti, le azioni politi-che a tutti i livelli dello Stato, in Italia, subito prendono di mi-ra la cultura. Così succede che il nostro paese, sul suo patrimonio artistico culturale, inve-sta soltanto lo 0,17 per cento del prodotto interno lordo (l'in-dicatore delle possibilità econo-miche di una nazione), contro le cifre doppie e triple di Francia, Regno Unito e Germania, stati che, assieme, non raggiun-gono la quantità di beni cultu-rali sparsi nella piccola Italia. E questo si sapeva. Come si sa-peva che il funzionamento del ministero dei Beni culturali e, a cascata, delle soprintenden-ze, è largamente difettoso e che da tempo, con fatica, e an-cora senza immensi risultati si lavora per meglio gestire, mantenere, promuovere, valoriz-zare e, di continuo scoprire, i manufatti dell'arte italiana. Ieri mattina il viceministro Antonio Martusciello ha tenu-to un incontro organizzato dalla direzione regionale dei beni monumentali e artistici per il-lustrare cosa si è fatto in que-sti ultimi quattro anni (del governo Berlusconi) e, soprattutto, su cosa si è capito di dover puntare. Quando il napoletano Martusciello è diventato vice-ministro ha deciso di fare il punto di spese culturali e ne-cessità ancora insoddisfatte nel settore e di compiere una ricognizione nel Meridione d'Italia per arrivare alla stesura di un libro bianco sui temi: quanti soldi sono stati erogati, come sono stati spesi, dove indirizzare gli interventi prossimi venturi (in uno studio del Touring Club sul potenziale inespressq in campo turistico nel Meridione, si è visto che il turismo culturale può diventa-re una sequenza della filiera economica fondata sull'indu-stria turistica). In questi giorni è toccato alla Sardegna e ieri mattina, nel gioiello bianco e oro della biblioteca settecentesca dell'ateneo cagliaritano, Martusciello ha offerto cifre, ascoltato so-printendenti e dato una notizia: 2 milioni e mezzo di euro sono stati stanziati dal gover-no per finanziare il progetto del parco archeologico natura-listico di Capichera (tombe, nuraghi e graniti) nel comune di Arzachena. Un funzionario del-la soprintendenza di Sassari era contento di sapere che un sottosegretario del suo ministe-ro sapesse quel che il sistema locale, dagli studiosi alle ammi-nistrazioni, a volte miscono-sce, vale a dire che l'isola è uno scrigno di testimonianze dell'era paleolitica. Appena un esempio, perché non è solo l'età della pietra a fare le spese della ristrettezza dei filoni ar-cheologici che in Sardegna l'uf-ficialità ha deciso di valorizza-re. La grande prova sono le sta-tue di Monti Prama che, a pro-posito, Giuseppe Pitzalis, il col-laboratore più vicino al soprin-tendente di Sassari e Nuoro, Francesco Nicosia, ha annun-ciato di voler inviare a restau-ro nel centro di Li Punti, a Sas-sari, dopo 30 anni in cui questi giganti erano ben noti visto che alcuni sono già stati rimes-si a posto e altri ancora risulta-no spediti all'estero. Conia conduzione dello scrit-tore giornalista Gianni Filippi-ni, ex assessore alla cultura del comune di Cagliari, la mat-tinata è stata una ricognizione di cose fatte e sogni nel casset-to, inaugurata dai numeri por-tati da Martusciello: in Sarde-gna in 4 anni sono arrivati 34 milioni di euro, «in questa re-gione siamo riusciti a dar vita a un consuntivo incoraggiante diceva il sottosegretario grazie allo sforzo delle soprin-tendenze, ne sono l'esempio l'a-pertura di nuovi musei, come l'archeologico di Nuoro, quelli di Oschiri e di Sorso, il quarto piano del museo archeologico di Cagliari, i restauri di sei tor-ri costiere, gli interventi al mu-seo garibaldino di Caprera, la messa in sicurezza del piano di calpestio dell'antico sistema viario di Tharros». Poco, certo, guardando quel che ancora aspetta la mano degli esperti, ma, forse, c'è qualcos'altro che deve andare avanti, quanto me-no di pari passo rispetto alle opere in senso stretto: per otte-nere i soldi ci vogliono i proget-ti e i progetti li devono fare i funzionari delle soprintenden-ze, in Sardegna una pattuglia dai numeri minimi. Diceva An-tonio Giovannucci direttore ge-nerale dei beni culturali isola-ni: «Le due soprintendenze ai beni monumentali, in tutto hanno cinque soli tecnici (inge-gneri e architetti), la soprinten-denza di Cagliari ha un solo ar-chitetto. I finanziamenti sono pochi, ma se anche arrivasse-ro stanziamenti dieci volte su-periori per progetti e lavori, non ci sarebbe la possibilità materiale di mandarli avanti». Se è vero quel che diceva Mar-tusciello (abbiamo finanziato 34 milioni di euro in lavori ecc), è realistica anche l'anno-tazione di Giovannucci: «Le en-trate provenienti dal ministero negli ultimi anni sono state ta-gliate del 25 per cento, un pro-blema che riguarda non i lavo-ri, ma le spese di mantenimen-to». Una speranza arriva da un possibile rinnovato rapporto con la Regione: «Va reimposta-to. Un primo passo beneaugu-rale conclude Giovannucci è che la direzione dei beni culturali è nel gruppo di lavo-ro dei piani paesistici».
Puntiamo sul turismo culturale. II viceministro Martusciello ha illustrato il suo libro bianco ieri a Cagliari
Il viceministro Antonio Martusciello ha tenuto un incontro con la direzione regionale dei beni monumentali e artistici per discutere della situazione del patrimonio artistico culturale in Sardegna. Il governo ha stanziato 2,5 milioni di euro per il parco archeologico di Capichera. Il direttore generale dei beni culturali isola-ni, Antonio Giovannucci, ha espresso preoccupazioni sulla mancanza di finanziamenti e personale per gestire e valorizzare il patrimonio culturale. Ha anche menzionato la necessità di un rinnovato rapporto con la Regione per ottenere più risorse. Il governo ha finanziato 34 milioni di euro in lavori e restauri in Sardegna negli ultimi 4 anni.
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