«Parcheggio invece dell'orto centenario». «Dispiaciuti, pronti al confronto» «Hanno distrutto l'ultimo orto centenario di questa strada. A Palazzo Vecchio suggeriamo di trasformare via dell'Orto in via del parcheggio». Sul caso del Conventino, al mattino i residenti di San Frediano e Tommaso Grassi (La Sinistra) in presidio davanti all'entrata della Facoltà Teologica annunciano un esposto alla Procura e in serata arriva una nota della Curia di Firenze, con tanto di foto, in cui si ribadisce: «Abbiamo riqualificato un'area in stato di abbandono». In piazza Tasso ieri il nuovo comitato dell'Orto si è dato appuntamento per discutere dell'antico orto del Conventino che, nel volgere di un paio di giorni, è stato trasformato in un parcheggio. «Sarà utilizzato dai clienti dell'Horto Convento rilanciano i residenti un luxury hotel da trenta camere che aprirà a marzo». «No risponde la Curia , gli ospiti della struttura ricettiva non avranno la possibilità di utilizzare l'area scoperta, erroneamente definita orto». Ma la polemica non si placa. La residente Erika Brustle racconta: «Davanti alla mia finestra avevo dei pini ultracentenari, ora ho il bagagliaio di un pulmino con il tubo di scappamento che mi entra in casa». «Prima che iniziassero i lavori ci avevano parlato di un parco con alberi di prugne, piante officinali storiche, aranci amari, meli e magnolie, ma hanno spianato tutto», le fa eco Sibilla della Gherardesca. Su quel progetto il Comune di Firenze vuole vederci chiaro e l'assessore Lorenzo Perra ha dato il via a un'indagine edilizia «per verificare la conformità dei lavori». Il comitato dell'Orto parla di speculazione edilizia, e Grassi anticipa anche un'interrogazione in Consiglio comunale, ma dalle foto che la Curia ha inviato insieme alla nota emerge un ambiente degradato, con erbacce, scarti edilizi, impalcature e anche una baracca con tettoia pericolante. «L' area è stata riqualificata con oltre cinquanta alberi da frutto scegliendo specie rare ed in via di estinzione, rose e aiuole con erbe aromatiche, secondo le disposizioni impartite dalla Soprintendenza di Firenze conclude la Curia Dispiace che si voglia creare un caso che non ha fondamento. Ma siamo pronti al confronto».