VENEZIA. A 21 anni dal rogo della Fenice la rete antincendio di Venezia non è ancora stata completata e neanche il 2017 sarà un anno buono. Perché dei 29 milioni arrivati lo scorso anno dalla Legge Speciale neanche un euro è stato messo a bilancio. «Ahia si rammarica Loris Munaro, ex comandante provinciale da domani passa alla guida del comando regionale del Friuli proprio venerdì ho incontrato il sindaco Luigi Brugnaro per i saluti e mi ha assicurato che ha ben presente la questione. Le rete antincendio ha un valore pari, anzi maggiore del Mose per la salvaguardia: con l'acqua la città ci convive, con il fuoco non c'è convivenza possibile. Lascio Venezia con questo dispiacere: sono anni che non arrivano finanziamenti per quest'opera indispensabile». Precisamente è dal 2012, quando a fine dicembre arrivarono 41 milioni della legge Speciale che l'allora sindaco Orsoni era andato di persona a chiedere al Cipe per la rete antincendio; ma il bilancio era a rischio e quei soldi furono utilizzati per ridurre lo sforamento del patto di Stabilità. Installare 175 idranti e realizzare 48 chilometri di rete tra tubature e centraline è costato 28 milioni di euro, manutenzione compresa; ne servono altri 30 per costruire il restante 40 e mettere in sicurezza le zone scoperte di Dorsoduro, Santa Croce e Cannaregio, la Giudecca, Castello e mettere gli idranti in piazza San Marco. «Invece il Comune che fa? Stanzia 2,2 milioni per i certificati antincendio dei musei e del Ducale: un controsenso», osserva il consigliere comunale del gruppo Misto Renzo Scarpa che col collega Ottavio Serena ha presentato un'interpellanza al sindaco che gli chiede se intenda «confermare lo stop ai lavori» o, viceversa, dare corso ad un finanziamento da 12 milioni con cui si era in parola con Veritas. Era successo che a luglio i vertici della partecipata avevano incontrato l'assessore al Bilancio Michele Zuin e si era concordato di approntare i progetti per poi sottoporre la questione al sindaco e alla giunta. Così Veritas aveva progettato tre stralci per realizzare tubature, idranti e centraline a Dorsoduro, una delle aree che Vigili del Fuoco e Protezione Civile considerano tra quelle a maggior rischio. Ma nel piano triennale degli interventi fino al 2019 la voce non compare. «Il nostro è un contributo di democrazia non urlata dice Serena Affinché all'Unesco non venga fuori che Venezia manca di una rete antincendio completa». «E chiediamo anche come siano stati spesi 12 dei 29 milioni della Legge Speciale e perché si è deciso di non investire i restanti 17, usati per una richiesta di cessione di spazi finanziari», fa eco Scarpa. La cessione di spazi finanziari è una specie di prestito al ministero dell'Economia: i Comuni che hanno avanzo di bilancio lo mettono a disposizione di enti con difficoltà finanziarie e in cambio per due anni hanno uno sconto sul saldo obiettivo pari alla metà della cifra conferita, nel caso di Venezia 8,5 milioni. «Facciamo "musina" spiega l'assessore Zuin Certo che la rete è una priorità ma non possiamo spenderci tutti i soldi, altrimenti non resta nulla per le manutenzioni ordinarie. Finché il Comitatone non sblocca gli ultimi fondi, bisogna fare economie. Altrimenti, se capita un'emergenza non sappiamo come farvi fronte». Due volte lo Stato ha finanziato la Legge Speciale ai fini (anche) del completamento del sistema antincendio e due volte i fondi sono stati spesi altrimenti. E come nel 2012, anche nel 2017 contribuiscono a mettere in sicurezza i conti di Ca' Farsetti.