NAPOLI. «A Bagnoli non si dovrebbe costruire nulla, nemmeno un vano in più visto che ricade nella zona rossa di rischio vulcanico per i Campi flegrei». A sostenerlo è Roberto Ionta, legale e ambientalista del «Coas», il Coordinamento delle associazioni dell'area flegrea, che invita a una moratoria sulla nuova Bagnoli. «Fu la Protezione civile che affermò che i Campi Flegrei sono una caldera vulcanica e, come il Vesuvio, presentano un rischio molto elevato per la presenza di numerosi centri abitati nell'area e per la loro immediata vicinanza alla città di Napoli». Ionta aggiunge: «E se per ipotesi si potesse costruire - in ragione delle deroghe dello sblocca Italia- non sarebbe un grandissimo azzardo, criminogeno ed una contraddizione in termini che metterebbe a rischio la vita di centinaia di migliaia di cittadini napoletani?» Secondo gli ambientalisti flegrei «c'è allora il paradosso che da una parte lo Stato, attraverso la Protezione Civile, dice che c'è un elevato rischio vulcanico e dall'altro, il governo, attraverso il suo commissario Nastasi e il soggetto attuatore Invitalia, che manifesta l'intenzione di realizzare manufatti abitativi e non abitativi per rendere appetibili i suoli. Principi di minima precauzione o anche le regole di normale prudenza per Bagnoli. Invece occorrerebbe fare le bonifiche delle aree che sono svincolabili dal processo in atto e riqualificare l'edilizia di Bagnoli Fuorigrotta sia pubblica che privata».