E' venuto il momento di erigere un monumento ai monumenti romani. Dopo la recente offesa all'elefantino del Bernini alla Minerva, giorni fa la macchia nera dei graffiti sul Colosseo. Come le fontane di piazza Navona, la Barcaccia, Fontana di Trevi, addirittura la Pietà di Michelangelo in San Pietro e decine di altre opere d'arte che fanno bella Roma, anche l'icona mondiale di questa città è rimasta vittima di un barbaro, straniero, italiano o romano che sia. La strage continua, senza pietà e senza rimedio. La Roma civile non può sottrarsi al compito di rendere omaggio alle silenziose, indifese e innocenti vittime dell'ignoranza e della malvagità. Ha il dovere di ricordare ai posteri i danni che la Grande Bellezza continua a subire. Non mancherà un artista e un luogo dove innalzare questo nuovo monumento, e per i soldi saranno i romani stessi a fare una colletta. Nella dedica ai piedi dell'opera, speriamo semplice ma espressiva, il lungo elenco delle offese inferte al patrimonio artistico e culturale. Ma si dovrebbe aggiungere come postilla un'altra lista: la distruzione del magnifico Velodromo dell'Eur, l'abbandono dello stadio Flaminio, la trasformazione del centro storico in un pizzificio, la mutazione delle strade in depositi di monnezza e così via. Infine, la dedica alla base del monumento ai monumenti dovrebbe esprimere l'impegno di tutti a vigilare per la difesa dei gioielli di Roma. Sarà più efficace con la consapevolezza che ogni forma d'arte sparsa per la città ci fa vivere meglio.