Basta poco per distruggere un bel paesaggio: ridurre il personale e il potere degli organi di tutela e insieme ridurre i tempi entro i quali devono esprimersi. I governi rottamatori dell'ex Belpaese lo hanno compreso bene. (c.m.c.) Dario Franceschini sistema un altro tassello nel puzzle della sua «riforma» dei beni culturali e paesaggistici. Ieri, su proposta del ministro, l'esecutivo presieduto da Paolo Gentiloni ha approvato, in esame definitivo, un regolamento, da adottarsi con decreto del presidente della Repubblica, che semplifica le procedure di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità. Sin dai primi mesi del suo mandato Franceschini non ha fatto mistero dell'intenzione di modificare radicalmente l'assetto organizzativo dei beni culturali e paesaggistici. Intenzione che si è concretizzata in una delle «riforme» renziane più controverse, quella che ha portato all'accorpamento delle soprintendenze e alla separazione della funzione di tutela da quella di valorizzazione dei beni culturali. È stato così creato un doppio sistema: da una parte un circuito di venti musei di eccellenza e di diciassette poli museali regionali e inter regionali al quale è stato affidato il compito di valorizzare, in termini economici, il patrimonio archeologico, museale, artistico e paesaggistico, e dall'altra le soprintendenze, alle quali è stata lasciata la tutela. Il regolamento approvato ieri si inserisce in questo quadro. Che si aggrava se si considerano le norme della legge Madia di «riforma» della pubblica amministrazione. Norme che, soprattutto per il paesaggio, aprono varchi rischiosi. Prevedono infatti non solo la possibilità di richiedere il riesame di tutti gli atti di tutela adottati dalle soprintendenze, ma anche l'estensione del silenzio-assenso alle decisioni delle stesse in materia di vincoli paesaggistici. Come si sa, il paesaggio è terreno di scontro tra speculatori di varia natura e un fronte di tutela attestato sul rispetto delle norme costituzionali. Tra i gruppi ambientalisti e nelle soprintendenze c'è preoccupazione. La decisione presa ieri dal consiglio dei ministri, giustificata anche dalla necessità di accelerare le procedure di ricostruzione nelle zone colpite dal terremoto, potrebbe aprire varchi ulteriori alla devastazione del paesaggio. Per giudicare bisognerà vedere, nel dettaglio del regolamento, quali opere sono considerate «interventi di lievi entità» e quali no. Ma che il provvedimento sia stato approvato nel momento in cui in un enorme territorio ci si accinge a programmare interventi miliardari di riedificazione, fa suonare più di un campanello di allarme
il manifesto
21 Gennaio 2017
Semplificate le procedure paesaggistiche
CO
Costantino Cossu
il manifesto
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
il manifesto · 15 Gen 2005
Vietato tutelare le coste - Il governo contro Soru - Impugnata la legge della Sardegna che impedisce di costruire entro due km dal mare. Il governatore: difenderemo la nostra autonomia
il manifesto · 16 Gen 2005
SARDEGNA Governo eolico business - Roma impugna anche legge salva-paesaggi
il manifesto · 19 Feb 2005
SARDEGNA E ABUSIVISMO - Il Cavaliere e le ville segrete
La Nuova Sardegna · 4 Mar 2005
Per i musei il futuro è nella qualità
il manifesto · 20 Mar 2005
Incursione nel bunker di villa Certosa
il manifesto · 30 Lug 2005
Un mare di cemento sulla laguna - Cagliari, la baia di Chia distrutta dalla speculazione edilizia. Violata la legge salvacoste
il manifesto · 4 Mag 2006
Abusi a villa Certosa - Soru manda la forestale e parte anche l'inchiesta
il manifesto · 9 Mag 2006
Gli ispettori a Villa Certosa
il manifesto · 10 Gen 2007
Legambiente a Rutelli: Blocca lo scempio di Tuvixeddu
il manifesto · 24 Gen 2007
Rutelli blocca Monticchiello. E ora si attende Tuvixeddu
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
—