Dopo duemila anni, dal sottosuolo di Terracina, è tornata alla luce una statua di Diana Cacciatrice e sono riemersi gli impianti termali risalenti all'età romana. Beni archeologici di notevole valore, scoperti casualmente nel corso di alcuni scavi per posizionare dei serbatoi necessari a un'area di servizio dell'Agip in via Roma, principale arteria cittadina. Terracina, noto centro balneare e città che in epoca romana acquisì notevole importanza con l'apertura della via Appia, è ricca di testimonianze del passato. Nella stessa zona dove si sta scavando oggi, a cui subito si è interessata la Soprintendenza, nel 2000 era stata trovata una statua di Giove Anxur, all'interno di quello che era apparso come un frigidarium, vasca termale di acqua fredda. Ora la stata di Diana Cacciatrice, di cui è stata poi recuperata anche la testa, ha confermato il valore delle terme presenti in quell'area, che a loro volta stanno tornando alla luce. La statua della dea protettrice della caccia sembra si trovasse nella vasca calda dell'impianto, il caldarium, e dovrebbe risalire al I-II secolo dopo Cristo. Una zona ricca anche di pavimentazioni, strutture e iscrizioni dell'età imperiale, su cui la Soprintendenza sta appunto ponendo particolare attenzione. Da tempo inoltre la stessa amministrazione comunale terracinese, attualmente guidata dal sindaco Nicola Procaccini, sta cercando di valorizzare il patrimonio archeologico romano, impegno rafforzato dalla scoperta di Diana. (clemente pistilli)