AL Colosseo si respira l'aria fresca di una giornata assolata d'inverno. I turisti passeggiano, scattano fotografie, ogni tanto si fermano a chiedere informazioni agli agenti che vigilano sul monumento più visitato d'Italia. Un giorno come gli altri, se non fosse per quell'ombra grigia che ancora s'intravede sul colonnato (difficile eliminare del tutto le scritte nere comparse lunedì) e domande a mezza bocca sul brasiliano infortunato. «Si deve essere fatto proprio male», commenta uno dei carabinieri sul posto. Di uomini che indossano la sua stessa divisa ce ne sono quattro, con due camionette e altrettante volanti sul versante est e verso l'arco di Costantino. Un'altra auto, sempre dell'Arma, pattuglia via dei Fori Imperiali, mentre quattro uomini dell'Esercito, armati di mitra, sono di turno tra il piazzale antistante l'anfiteatro e l'incrocio con via Labicana. Tutto sotto controllo. Di giorno. Col buio la situazione risulta meno controllata, almeno a giudicare dai fatti avvenuti nella notte tra domenica e lunedì scorso, quando due uomini di nazionalità brasiliana sono penetrati all'interno del Colosseo (uno dei due si è fratturato il bacino cadendo dall'inferriata) e due scritte vandaliche hanno fatto la loro comparsa all'esterno. Per i Carabinieri, che indagano sui tag "Balto" e "Morte", saranno fondamentali le riprese delle numerose telecamere di sorveglianza. Non quelle interne, della Soprintendenza di Stato, bensì quelle esterne al monumento, di competenza delle autorità territoriali. Proprio su queste ultime, gestite dalla Sovrintendenza Capitolina che ha la sala di controllo e monitoraggio a Palazzo Braschi, circolano insistentemente indiscrezioni che, se confermate, potrebbero dar luogo a uno scenario preoccupante. Sembrerebbe infatti che siano fuori uso. Le tesi che avvalorano le voci di corridoio sono molteplici: potrebbe essere a causa di cavi tranciati durante i lavori per la fermata della metro C, oppure per mancata manutenzione ordinaria. Si vocifera persino che la Polizia (che indaga sul caso dei due brasiliani), in assenza di altre prove, abbia chiesto all'uomo illeso di mostrargli il punto dove avesse scavalcato. La Sovrintendenza Capitolina smentisce "al momento stiamo ancora visionando i video", ci informano. Le registrazioni però non sono ancora pervenute alle forze dell'ordine, nonostante ne abbiano fatto richiesta. Ultima speranza vagliata dai Carabinieri, i live streaming del Colosseo, disponibili su diversi siti turistici. Che però non sono abilitati a salvare contenuti. Rimane il giallo su che fine abbiano fatto i video di sorveglianza, a cinque giorni dall'accaduto. Il vertice in Prefettura, previsto oggi, fornirà risposte ufficiali.