SONO stato il 9 gennaio nei comuni terremotati di Arquata e Acquasanta terme. I sindaci lamentano che non possono mettere in sicurezza i loro monumenti e nemmeno le chiese di proprietà comunale perché il ministero sostiene giustamente che anche i "progetti di messa in sicurezza" (puntellature) debbano essere curati dalle Soprintendenze. Da quelle parti (e non soltanto da quelle parti), un funzionario della soprintendenza ha in carico 20 Comuni. Da agosto nemmeno lo hanno visto e non perché non lavori, anzi: quando riesce, i sopralluoghi li fa comunque e con l'auto propria, mentre il ministero da anni non integra i funzionari andati in pensione e quelli che restano hanno mediamente quasi 60 anni. Ora la neve impedisce anche i minimi interventi. Ma se i terremoti non si prevedono, le nevicate possono esser mai altrettanto imprevedibili? Infatti il campanile di san Francesco ad Amatrice, gravemente danneggiato già ad agosto, ieri è crollato: non era nemmeno puntellato come meritoriamente è stato fatto in altre rare circostanze, davanti alle tv. Non so le chiese che ho visto ad Arquata e Acquasanta terme, già inginocchiate dal terremoto e piegate dal pesante carico della neve. Nella interminabile emergenza occorre allora organizzare soccorsi mirati, qualificati e coordinati. Sui beni culturali recuperare squadre a supporto che vengano realmente utilizzate, sicuramente con il coordinamento delle Soprintendenze, non per l'accaparramento di incarichi e appalti, ma comunque economicamente supportate dallo Stato, attraverso il coinvolgimento reale di altre pubbliche amministrazioni, università, istituti specialistici e di ricerca, associazioni di tutela, sistematicamente con il coordinamento delle Soprintendenze. "Ricostruiamo tutto e subito" si e' detto fino al 4 dicembre. Ora si dice "ricostruiamo tutto". Tra poco chissà, solo il lamento delle vittime sopravvissute e forse meno enfatiche promesse. La sensazione è che si stia semmai lasciando ancora crollare tutto, tragicamente. Intanto il ministro per i Beni culturali ed il turismo va gloriosamente vantando quanto fatto per la cultura della Nazione, forse per il turismo, davvero non sappiamo quanto per i beni culturali. E intanto pure a Brera grandiose opere d'arte apparentemente ben conservate, rovinate dal freddo, anch'esso imprevisto e imprevedibile? Ministero depotenziato, sguarnito, impoverito, tutto teso alla valorizzazione attraverso l' "impegno salvifico" dei privati e pressoché zero per la tutela: solo chiacchiere e burocrazie sterili, e tanta immagine. L'Italia è la nazione più ricca di storia e di grandiosi episodi della sua memoria, che stiamo invece distruggendo. Occorre una radicale svolta: quel patrimonio ci fa i più ricchi al mondo e non lo capiamo. L'autore è vice presidente a Napoli di Italia Nostra e consigliere nazionale