È SOLO una questione di giorni. Poi il più celebre monumento di Roma, uno dei simboli italiani meglio conosciuti al mondo, riceverà una promozione di "status" che lo equiparerà alle massime sedi istituzionali del Paese. Sia sul fronte della vigilanza, che diventerà più stringente; sia su quello dell'impiego di tecnologie, a partire da un sistema di videosorveglianza h 24, necessarie a evitare l'intrusione di malintenzionati e le scorribande dei vandali. Per far sì che quanto avvenuto lunedì notte allorché due brasiliani completamente ubriachi sono riusciti ad aggirare i controlli e a scavalcare le cancellate non si ripeta mai più. È fissato per venerdì mattina il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto Paola Basilone per mettere a punto il piano di protezione dell'anfiteatro Flavio. «Quest'ultima bravata», spiega la rappresentante territoriale del governo, «ha evidenziato la presenza di alcuni buchi nella "rete" che dobbiamo assolutamente rivedere. E ciò nonostante le misure di sicurezza siano già a un livello altissimo, dal momento che abbiamo mantenuto gli stessi dispositivi utilizzati durante il Giubileo e li abbiamo vieppiù intensificati dopo l'attentato del 19 dicembre». Quando un tir guidato da Anis Amri, il militante dell'Isis ucciso qualche giorno più tardi a Sesto San Giovanni, si lanciò sulla folla assiepata in un mercatino natalizio a Berlino, facendo 12 morti e decine di feriti. Dopo di allora, barriere fisse in cemento sono state posizionate all'imbocco dei Fori imperiali per rafforzare l'interdizione al traffico e impedire l'ingresso di mezzi pesanti. Mentre già da ieri la presenza delle forze dell'ordine è stata elevata. «Ma per il Colosseo serve un progetto organico complessivo», insiste il prefetto Basilone, «per questo venerdì metteremo intorno a un tavolo tutte le istituzioni che hanno competenza sull'area monumentale, oltre che i vertici di polizia e carabinieri, per individuare i migliori standard di sicurezza e capire a chi tocca realizzarli». Dunque il Campidoglio, che è responsabile della piazza e delle strade intorno all'anfiteatro, ma lì si ferma, con i vigili urbani chiamati a svolgere un mero servizio di contrasto all'ambulantato e ai centurioni abusivi, oltre che di controllo della circolazione viaria e pedonale. Il ministero dei Beni Culturali, da cui il monumento dipende. La soprintendenza statale dell'area archeologica, senza il cui via libera trattandosi di zona vincolata non è possibile montare neppure una transenna. Perciò «il confronto è necessario», conclude Basilone. Che tuttavia ha già bene in mente cosa fare: «Un sistema di videosorveglianza e misure di difesa passiva, penso ai pilomat, che siano però compatibili con le esigenze di tutela del monumento». Nella speranza che le recenti polemiche fra il vicesindaco Luca Bergamo e il ministro Dario Franceschini non finiscano per mandare all'aria l'intero progetto. Con Bergamo tornato ieri a battere cassa e a punzecchiare il titolare della Cultura a proposito dell'annunciato inasprimento delle pene anti-vandali: «Misure punitive certamente utili», ha spiegato il grillino su Facebook, «ma in assenza di politiche che consentano formazione diffusa di senso di appartenenza tra il patrimonio culturale e i cittadini, i loro effetti saranno limitati». Perciò «mi auguro che, di concerto con il Mibact, si possano trovare le risorse per una grande campagna di sensibilizzazione ».