L'Unesco premia l'Isola. Merito di una precisa strategia di valorizzazione Palermo. La Sicilia primeggia nel mondo come sede di siti archeologi riconosciuti dal-l'Unesco, considerati, cioè, meritevoli di essere custoditi e valorizzati per i secoli futuri e per i posteri È un risultato prestigioso per tutta l'Italia che, con l'inserimento di Siracusa e della necropoli di Pantalica nella World heritage list, conferma e consolida (a quota 40) la leadership mondiale nella lista dei monumenti patrimonio dell'umanità Siracusa, patria di Archimede e capitale della Magna Grecia conserva nel suo territorio un patrimonio artistico di inestimabile valore, ma il riconoscimento dell'Unesco è soprattutto un plauso al lavoro svolto dall'assessore regionale al Turismo, Fabio Granata, che per primo ha creduto in un modello dì sviluppo sostenibile basato sulla stratificazione storica e culturale dell'Isola. Un modello che ha convinto i commissari europei che hanno valutato favorevolmente gli investimenti di recupero e di valorizzazione del patrimonio paesaggistico ed archeologico realizzati in questi anni da Granata e dal governo Cuffaro. «È la metafora della Sicilia che cambia -commenta Granata - di ciò che va fatto e stiamo cercando di fare nell'Isola, proponendo un modello di sviluppo sostenibile e alternativo a quello degli anni '50 e '60 in cui si puntava su quel sogno dell'industrializzazione la cui validità è stata smentita dalla crisi Fiat che ha investito il più noto baluardo industriale della regione». L'esponente di An sottolinea, poi, la necessità di essere «concreti e credibili» nella difesa del territorio. «In questo senso - spiega - abbiamo anticipato il piano Urbani in materia di difesa e valorizzazione del territorio. Sappiamo che in Sicilia il bene culturale è il bene più importante di cui disponiamo e siamo intenti a valorizzarlo e difenderlo al massimo. La coerenza nei piani di sviluppo paga, come ha sottolineato l'Unesco. Tra le righe si legge l'energica battaglia ingaggiata da Granata contro alcune concessioni petrolifere che volevano deturpare il paesaggio del Val di Noto, già patrimonio Unesco e che hanno avuto l'appoggio indiscusso anche del presidente della Regione, Salvatore Cuffaro. «Seneca diceva - ricorda Granata - che non esiste vento favorevole per chi non sa dove andare. La Sicilia - conclude l'esponente di An - ha imboccato la rotta giusta e scelto la direzione favorevole, e l'Unesco ce ne da atto».