L'INTERVISTASGARBI: BRERA È UN MUSEO PUBBLICO, CI DEVE ESSERE CHI CONTROLLA LA SITUAZIONE VITTORIO Sgarbi cosa pensa di quello che è successo a Brera? «È sconcertante e mette amarezza vedere i capolavori conciati in quel modo. La cosa curiosa è che solo qualche giorno fa, andando a visitare una mostra allestita a Cortina con la mia collezione ho trovato due tavole del '500 con sollevamenti di colore molto vistosi. Mi hanno spiegato che a Cortina il clima è particolarmente secco e gli sbalzi di temperatura frequenti. Mi sono ovviamente colpevolizzato per non averci pensato prima. Tornato a Milano ho saputo di Brera e in qualche modo mi sono confortato perché se accade a Brera vuol dire che forse ci sono degli eventi naturali che non si possono contrastare. Resta comunque una componente di gravità ». Si poteva evitare? «È chiaro che se c'è un problema di clima alla mia mostra il responsabile sono solo io, ma a Brera che è un museo pubblico ci dovrebbe essere qualche testa pensante che controlli e preveda i danni. Non posso imputare niente al direttore Bradburne, ma penso che un grande museo debba avere delle persone in grado di capire e di segnalare quando ci sono delle anomalie così gravi. Possibile che ci siano stati tanti sollevamenti tutti insieme e che nessuno abbia lanciato l'allarme prima?». Ieri in alcune sale si è svolto un evento di moda. Secondo lei era il caso? «È come fare una festa durante la guerra in mezzo ai feriti di un ospedale. Non di ottimo gusto. Ma se l'evento si è svolto nelle sale dove ci sono solo quadri su tela non vedo nulla di grave». Secondo qualcuno i problemi di climatizzazione sono dipesi dalla nuova porta di ingresso inaugurata a ottobre. «Ci aspettiamo al più presto risposte convincenti. Se si scopre che è colpa della porta o di qualcosa che si poteva prevedere qualche testa dovrà saltare». Bradburne è stato criticato perché penserebbe più alla promozione che alla tutela. Lei come giudica il suo operato? «Il mio è un giudizio positivo. Lui è come l'amministratore delegato di un'azienda o il direttore di un ospedale: non è lui che deve conoscere nei dettagli le condizioni delle corsie, ma i suoi medici che gliele devono riportare».