E' andato deserto il bando per la gestione da parte di privati del Castello di Moncalieri. Sono scaduti ieri i termini per l'avviso pubblico uscito a metà novembre sul sito del Ministero per i beni culturali, che prevedeva la concessione in uso a terzi di beni dello Stato. Nessuna richiesta è arrivata per gestire biglietteria, caffetteria o bookshop dell'ex dimora sabauda da parte di fondazioni e associazioni senza scopo di lucro, a cui il bando era rivolto. Nessun interesse dichiarato nemmeno per l'Abbazia di Vezzolano, che si trova nell'Astigiano, nel comune di Albugnano, l'altro sito piemontese messo a gara dagli uffici romani. Ed è polemica. L'assessore alla cultura della Regione Antonella Parigi critica il ministro Dario Franceschini: «Non sapevamo nulla del bando, nonostante il protocollo d'intesa firmato nel 2014 con il ministero prevedesse di unire le forze per la realizzazione del circuito delle residenze reali». Come condizione per accedere al bando, era richiesta un'esperienza di almeno 5 anni nel settore, a fronte di una concessione da 6 a 10 anni. Per il Castello di Moncalieri era richiesto un canone annuo di 12.235 euro, per Vezzolano ne bastavano 9.100. Erano 13 in tutta Italia i beni dello Stato da affidare a privati: oltre ai due piemontesi, il Castello di Canossa in Emilia, l'Eremo di San Leonardo a Monteriggioni, Villa Giustiniani a Bassano Romano. Per questi ultimi sono arrivate adesioni, mentre tra i 6 rimasti senza aspiranti, oltre ai due piemontesi, ci sono tre siti in Toscana e uno in Umbria. Diserzioni che il dirigente del Settore Musei del Mibact Antonio Tarasco, responsabile del procedimento, non attribuisce certo alla qualità del bene: «Visti i risultati, credo si possa dire che il settore non profit non è particolarmente allenato a esperienze di gestione, che richiedono precise capacità imprenditoriali». Dalia Radeglia, direttore del Polo museale del Piemonte, aveva immaginato nei giorni scorsi un esito negativo per la concessione dei due beni messi a gara, perché da novembre non ha ricevuto alcuna richiesta per visitarli: «Al momento sembra confermata la mia previsione, anche se può ancora succedere che nei prossimi giorni arrivi una raccomandata con timbro postale che accerti la validità di un'offerta. Ma è solo un'ipotesi lontana. Il risultato dimostra che nessun privato ha interesse a chiedere in concessione un bene se non c'è la previsione di un ritorno economico significativo. In fondo il risultato non mi dispiace, perché o il castello e l'abbazia ce li gestiamo noi, oppure pensiamo a un bando con caratteristiche diverse». «Chiederemo un appuntamento al Mibact, per capire come mai in Regione non siamo stati avvertiti del bando dice l'assessore Parigi. Ormai concluso il tavolo dei lavori per il circuito delle Regge, di cui il Castello di Moncalieri è parte, stiamo per deliberare il nuovo statuto e passare al piano operativo. Abbiamo anche messo ulteriori risorse per un progetto in cui crediamo molto. Non ci resta che auspicare un tavolo comune con il ministero, per ragionare su questi due beni, che ci interessano molto, ricordando che la valorizzazione spetta alla Regione».