«Si fa prima ad andare all'isola di Tonga». Il presidente di Genus Bononiae, Fabio Roversi Monaco alza gli occhi al cielo quando sente parlare di "bonus cultura". Palazzo Pepoli sta lavorando da un mese all'accreditamento sul sito del Ministero, per permettere ai diciottenni bolognesi (e non) di spendere i loro 500 euro nel proprio circuito, ma ci vuole ancora tempo per chiudere la pratica. Intanto l'assessore alla cultura dell'Emilia- Romagna, l'ex Sel e oggi "apolide della sinistra" Massimo Mezzetti, attacca il governo: «Il flop del bonus era prevedibile, per com'è nato e per com'è stato portato avanti: è stato solo una boutade, una trovata propagandistica ». A Palazzo Pepoli ieri Roversi ha firmato un protocollo di collaborazione con il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri, in vista del traguardo che consacrerà la città dei sassi capitale europea della cultura 2019. Il progetto è quello di «sviluppare collaborazioni, in un confronto reciproco », che dovrebbero includere anche la migrazione a sud della mostra sulla Street Art. A margine però, Roversi ha citato anche il flop del bonus cultura: finora sotto le Due Torri si sono iscritti al sito solamente due teatri, il Dehon e l'Arena del Sole e un museo, la Pinacoteca nazionale. E i giovani lamentano la scarsità dell'offerta. «Non voglio dire che sia colpa di qualcuno - commenta Roversi - ma in questo Paese c'è una lentezza burocratica, che contrasta con una velocità quasi esagerata in altri campi». Palazzo Fava e Palazzo Pepoli, spiega, si sono attivati sin da subito per entrare nel circuito, sia per quanto riguarda le mostre permanenti che per le esposizioni temporanee. Anche perché la richiesta da parte dei ragazzi c'era: «Ci hanno già telefonato in almeno un centinaio per chiedere se potevano usare il bonus». Se Genus ci sta provando, ad accreditarsi, restano ancora fuori i musei civici e il teatro Comunale, mentre a Torino solo per citare uno degli esempi più virtuosi - il Comune ha messo a disposizione dei 18enni una card che permette di visitare 43 musei. «Bologna e l'intero sistema culturale cittadino - replica Roversi a volte scontano un'abitudinarietà e una lentezza che non le permettono di cogliere appieno tutte le occasioni che si presentano». Ma l'assessore Mezzetti non è d'accordo. «Della somma totale, 500 euro per tutti i 18enni emiliano-romagnoli, si sarebbe potuto fare un miglior uso», premette. Poi punta il dito verso Roma. «E' mancata una concertazione con il sistema territoriale - ragiona - questo bonus era una notizia che aleggiava da mesi, e abbiamo avuto le prime informazioni pratiche su come funzionasse una settimana prima del suo rilascio. E' stata più la propaganda che l'attenzione alla messa in opera reale ». Il risultato, dice l'assessore, è che «non c'è stato nessun coordinamento, avremmo potuto mettere a sistema tutto: la card dei musei di Bologna, le reti che abbiamo con l'Istituto dei beni culturali. Invece purtroppo con questi tempi è stato impossibile: solo alcune piccole realtà, come Ravenna, ce l'hanno fatta, ma è stato lasciato tutto alla buona volontà dei singoli». Il massimo che può fare Mezzetti è sperare che vada meglio l'anno prossimo. «La Regione può anche tirare le fila, ma deve essere messa in condizioni di poterlo fare. E fin qui non lo è stata».