Ambiente. L'assessore regionale ha spiegato i motivi del no della Regione ai pozzi petroliferi NOTO, (vr) Ha scelto Noto per chiarire all'opinione pubblica le questioni delle trivellazioni e quel deciso «no» opposto dalla Regione ai pozzi petroliferi nel cuore del Val di Noto. Fabio Granata, assessore regionale al Turismo, ha sfidato ieri la calda giornata, e soprattutto il cocente sole di mezzogiorno, per parlare, nella Loggia dell'antico mercato - insieme ai sindaci di Modica Piero Torchi, di Noto Michele Accardo, e del verde Paolo Pantano - dei petrolieri che volevano colonizzare la Sicilia. «Ciò che conta - ha detto l'assessore regionale - è che, come avviene da qualche tempo in Sicilia, di fronte ad alcuni tentativi di ritorno al passato, in termini di sviluppo oggi c'è un nuovo e diffuso processo di piena consapevolezza culturale. La storia è abbastanza conosciuta; è quella del programma di ricerca e prelievo di idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio del Val di Noto, che prende le mosse - ha detto Granata - dal decreto dell'allora assessore regionale all'Industria Marina Noè, passato in silenzio, tranne che per la coscienziosa attenzione ad esso rivolta dal sindaco di Modica Torchi». E da lì è partito il primo freno per correggere quanto era accaduto. «Abbiamo cercato di porvi rimedio col supporto di tante amministrazioni comunali e dei comitati spontanei che sono sorti in ogni centro», ha precisato Granata. Michele Accardo ha ricordato i giorni caldi del 1970, allorquando i petrolieri arrivarono a Noto «tentando di trasformare la zona di Vendicali in area industriale». La senatrice Marisa Moltisanti ha parlato di battaglia vincente di Granata mentre il segretario regionale dell'associazione «Ambiente e Vita», Gaetano Penna, condivide le posizioni dell'assessore Granata. «Siamo favorevoli - afferma - ad uno sviluppo che non crei nocumento al patrimonio culturale della Sicilia».