Colpisce quel manto di un intenso blu cobalto ritrovato, che contrasta con l'incarnato roseo del Cristo e della Vergine, dal volto pieno di grazia, sofferenza e passione. La Madonna con il Bambino e Maria Maddalena, detta «Barbarigo», del Tiziano, dopo un restauro lungo due anni che ha rivelato le straordinarie qualità cromatiche e di stesura del dipinto, è in arrivo dal Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo a Belluno, terra natale del maestro cadorino, dopo 167 anni per la prim a volta in Italia. Sarà la guest star dell'inaugurazione, il prossimo 26 gennaio, del Museo Civico nel settecentesco Palazzo Fulcis, che diventa la nuova dimora dell'arte a Belluno. Un evento atteso da ben 45 anni che vedrà la restituzione di uno dei palazzi più belli del centro storico, dove troveranno posto 600 opere appartenenti alle collezioni civiche, conservate dal 1876 a oggi nel Palazzo dei Giuristi e nei depositi. Un'elegante facciata, pavimenti rococò, fini decori a stucco e a fresco caratterizzano i 3mila metri quadrati di spazio espositivo - che permettono di portare dal 20 a oltre il 50 delle collezioni visibili al pubblico - distribuito su cinque piani e 24 stanze, tornati all'antico splendore grazie a un attento restauro interamente finanziato da Fondazione Cariverona e costato circa 8 milioni di euro (per l'intera operazione, che comprende anche acquisizioni di spazi, circa 15 i milioni investiti negli anni). In questi pregiati e adesso funzionali ambienti si dipanerà un excursus che è una piccola storia dell'arte, dal Medioevo al Novecento. Lavori di Matteo Cesa, Palma il Giovane, Bernardino Licinio e di Domenico Tintoretto, ma pure le preziose collezioni di porcellane prodotte da manifatture italiane e europee dal XVIII al XIX secolo del Fondo Zambelli-Perale, i rari bronzetti e le placchette rinascimentali. Punti di forza dell'esposizione le Madonne col Bambino di Bartolomeo Montagna, tra i vertici dell'artista tardoquattrocentesco; gli intagli del «Michelangelo del legno» Andrea Brustolon; il Settecento, con dipinti di Gaspare e Antonio Diziani, Antonio Lazzarini, Giuseppe Zais; le visioni di Ippolito Caffi, con le vedute bellunesi e la Venezia con la neve ; e le tele di Sebastiano Ricci dipinte proprio per casa Fulcis, come la Caduta di Fetonte , per il Camerino d'Ercole, un ambiente non ancora acquisito dal Museo ma che è nei piani futuri. Le tre enormi opere di Ricci trovano provvisoria collocazione al terzo piano dell'edificio, accanto agli spazi preposti per le mostre temporanee. Per l'apertura di Palazzo Fulcis non poteva mancare il figlio più illustre del territorio, il Vecellio, con una mostra-dossier che vede protagonista, fino al 1 maggio, il sopracitato capolavoro della metà degli anni Cinquanta del XVI secolo, generosamente concesso dall'Ermitage. Un dipinto così amato da Tiziano tanto da conservarlo in casa propria fino alla morte. Sarà affiancato da due opere dello stesso soggetto provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest e dalla Galleria degli Uffizi. Sarà dunque una grande festa quella della riconsegna alla città del Fulcis, che intende porsi come un museo dal forte carattere identitario in dialogo con le grandi istituzioni museali internazionali. Un progetto museografico fortemente voluto dal Comune di Belluno, che fa parte di un piano più ampio che comprende la restituzione nel 2018 di Palazzo Bembo, dove troverà sede il Museo archeologico (e qui, aggiungiamo, verranno custoditi anche i reperti di una necropoli longobarda rinvenuti proprio durante il restauro di Palazzo Fulcis), la riqualificazione di Palazzo Crepadona e dell'Auditorium.