Rodeschini: caccia ai fondi per la mostra su Raffaello Gori: vogliamo ampliare la base associativa La Fondazione Carrara non si ferma. Subito dopo il clamoroso cambio dei vertici dei giorni scorsi, ieri c'è stata una nuova riunione. Lo scopo: ampliare la base degli associati in modo da trovare fondi per le prossime mostre, come quella su Raffaello. Una riunione per capire come ampliare la base associativa. L'incontro di ieri di alcuni membri della Fondazione Carrara era tecnico. Sul tavolo, numeri ed elenchi di aziende da contattare per reperire fondi. Nulla sul cambio di gestione Emanuela Daffra Maria Cristina Rodeschini, «quello che dovevo dire l'ho già detto», taglia corto il sindaco Giorgio Gori, focalizzandosi sull'ordine del giorno. «Abbiamo cercato di capire come ampliare la base associativa, con quali strumenti, proposte. Pensiamo che ci siano diverse realtà in provincia mai contattate e che potrebbero essere avvicinate per diventare nuovi partner interessanti, anche con cifre non esorbitanti. Gianpietro Bonaldi (nuovo responsabile operativo della Fondazione, ndr ) ha predisposto un elenco, che si è integrato. Sarà un lavoro da sviluppare nei prossimi mesi». Sull'ipotesi dell'uscita dalla Fondazione al termine del triennio di alcuni soci fondatori, come Fondazione Credito Bergamasco e Mia, Gori dice: «Ciascuno di loro ha avuto un mandato di adesione triennale dai rispettivi consigli, poi se ne ridiscuterà. Ho parlato con tutti. C'è una situazione variegata, ma anche una buona possibilità che parte dei sostenitori attuali tornino e accompagnino il cammino futuro della Carrara». «Sono stata ad ascoltare dice la Rodeschini. Un tavolo vivace e di prospettiva per capire come procedere con il fundraising ». Anche per le mostre future, a partire da quella su Raffaello. Concorde con la necessità di avviare una campagna di ricerca di sponsorizzazione diffusa sul territorio anche il consigliere Willi Zavaritt. «La Bergamasca ha una riserva di aziende piccole e medie, che vogliono dedicarsi a qualcosa anche fuori dai propri cancelli dice Zavaritt . Mi sono reso disponibile a segnalare una ventina di nomi, forte dell'esperienza ventennale in Unione industriali». E sui dubbi degli attuali soci della Fondazione, afferma: «Difficile prevedere il futuro. Il panorama bergamasco è cambiato, si pensi al caso Italcementi, a Ubi diventata Spa. L'assetto che ha governato in modo stabile Bergamo per trent'anni è in fermento». Infine su quanto accaduto a Daffra Zavaritt commenta: «Provo un grande dispiacere. Un anno solo di attività andava giudicato con maggiore prudenza. Avrei lasciato aperto uno spiraglio. Ci sono state convergenze sotterranee incomprensibili che hanno provocato questo "non gradisco" da parte di Bergamo verso la dottoressa, che è piena di doti. Ha portato la Carrara da una stagnazione a una diversa voglia di indipendenza».