Il Museo archeologico di Taranto è la sorpresa del 2016: registrato un incremento del 50 per cento che soltanto in parte può essere ascritto all'apertura del secondo livello espositivo. Dicono l'irresistibile ascesa della Puglia, e una momentanea battuta d'arresto di Matera e della Basilicata, i dati provvisori del 2016 sull'affluenza nei musei, castelli e siti archeologici statali. Cresce, inseguendo un trend consolidato, Castel del Monte, che secondo copione svetta come luogo più visitato nella regione, dall'alto delle sue 262mila presenze (248.460 nel 2015 e 206.924 nel 2014). In seconda posizione, e nemmeno qui una sorpresa, il castello normanno svevo di Bari che pure registra un incremento, passando da 69.254 visitatori a 85.351. Ma è il Marta, il Museo archeologico di Taranto, la sorpresa del 2016: i visitatori sono stati 82.361 invece dei 55.186 del 2015, registrando un incremento del 50 per cento che soltanto in parte può essere ascritto all'apertura del secondo livello espositivo, avvenuta soltanto a luglio. Ma tant'è. Sorprende invece, per ragioni diverse, la performance dei contenitori museali statali di Matera, Capitale europea della cultura per il 2019: qui il Museo d'arte medievale e moderna della Basilicata, che ha sede a palazzo Lanfranchi, perde il 25 per cento dei visitatori rispetto al 2015 (26.295 contro 34.859), così come il museo archeologico Ridola registra una flessione che sfiora il 35 per cento (17.670 presenze invece di 26.581). In calo a Melfi anche il Museo archeologico del Melfese, che passa da 39.920 visitatori a 34.606. Il trend negativo registrato dai due musei statali nella città dei Sassi è prevedibilmente da ascrivere a un calo dell'affluenza turistica a Matera, che all'indomani della designazione a capitale europea della Cultura, probabilmente, proprio nel 2015 aveva avuto un'impennata.