Primi cantieri che vedremo in città: a Scampia per la demolizione delle Vele, in piazza Municipio per il parco archeologico, lungo i binari della linea 1 della metropolitana. Il Patto per Napoli entra nel vivo. Il ministro per il Mezzogiorno Claudio De Vincenti e il sindaco Luigi de Magistris intorno allo stesso tavolo. Ieri, lungo pomeriggio in Prefettura per il neo ministro del governo Gentiloni. Ma l'altro importante tavolo è quello che si prepara per fine gennaio («forse il 28, aspettiamo una conferma ufficiale)»: riguarda Bagnoli. Dove, «senza ovviamente mettere in discussione il ruolo del commissario, che ci sarà» sottolinea De Vincenti, «ci siederemo insieme: governo, Regione e Comune per discutere di bonifiche radicali e di riqualificazione del territorio». IL PUNTO «SEGNALI DI concretezza», li chiamano. Si sblocca il 10 per cento dei fondi, com'era scritto che accadesse. Arrivano i primi 30 milioni, sui 308 previsti, per partire. Così il Patto riservato all'area metropolitana per Napoli comincia a prendere cantieri e sostanza. Il ministro da un lato (che incontra anche una delegazione di "Un popolo in cammino" sui temi della sicurezza e del riscatto del rione Sanità), dall'altro il sindaco. De Vincenti e de Magistris dialogano in prefettura, alla presenza dei rispettivi staff , e si presentano in conferenza più propositivi che guardinghi. Divisi da un commissariamento - sempre lo stesso: il ruolo di Salvo Nastasi su Bagnoli - uniti però dal resto. E comunque, sull'attuazione dei progetti in corso appaiono più vicini di quanto non siano mai stati durante il governo Renzi. «Mi sembra che lo spirito di concretezza sia quello che serve per affrontare i problemi che stanno a cuore a Napoli e ai cittadini di Napoli. C'è uno spirito di collaborazione istituzionale importante», riconosce il ministro. «Il metodo del Patto per Napoli vogliamo estenderlo agli altri dossier - gli fa eco il primo cittadino - e siamo sicuri che sulla linea del confronto istituzionale possiamo raggiungere insieme risultati importanti». Profusione di complimenti, i sorrisi si incrociano, ma dietro l'angolo - alla parola Bagnoli - il buonumore rischia subito di incrinarsi. Il gelo del Tribunale per il ministro Nel giorno di una ritrovata seppur fragile collaborazione tra Palazzi, il gelo maggiore è quello che arriva dalle aule del Tribunale. La strigliata del ministro ai giudici nell'intervista a Repubblica, a causa del mancato dissequestro dell'area da risanare - «I tempi del Tribunale sono molto più lunghi del previsto: e l'esigenza della tutela della salute e quindi della bonifica radicale viene prima di ogni altra» - non è piaciuta alle toghe che portano avanti il processo. Nessun commento, «nulla da dire» dagli uffici giudiziari, tantomeno dal collegio dinanzi al quale va avanti il processo sul mancato risanamento dell'area: l'irritazione resta confinata nelle aule, i giudici rivendicano ovviamente la piena autonomia delle proprie valutazioni. Le Vele al primo posto Il ministro De Vincenti lo aveva annunciato e lo ripete in conferenza. In cima alle priorità, insieme ad altri interventi simbolici, «c'è la riqualificazione dell'area nord, e le Vele nel quartiere di Scampia. Crediamo che sia un intervento importante e significativo per il principio di coesione e sicurezza sociale che informa i criteri di una parte del Piano». Il sindaco conferma e rilancia: «Entro l'estate, possiamo dire che saranno cantierabili le aree di Scampia per la prima demolizione di una Vela. È un risultato storico che possano raggiungere l'obiettivo dell'abbattimento della prima Velatutti insieme ». Gli altri interventi del 2017 riguardano, nelle parole di De Vincenti: «Le linee della metropolitana essenziali per la qualità della vita dei cittadini; ma anche gli interventi di valorizzazione culturale, come il progetto del parco archeologico Linea 1 Municipio». Il sindaco aggiunge: «Gli interventi riguarderanno le nuove installazioni per la consegna dei rifiuti sotto il livello della strada, con miglioramento del decoro urbano. E gli interventi su Palazzo Fuga. "Incontro a breve su Bagnoli" La parola "cooperazione" non è ancora sedimentata tra i due, che riprendono le (ormai scontate) scintille su Bagnoli. Ma stavolta una certezza positiva c'è: entro fine gennaio, il ministro De Vincenti torna a sedersi in Prefettura con il sindaco, il governatore e i rispettivi staff sul tema Bagnoli. «Apprezzo la volontà del ministro di incontrarci con le delegazioni di Comune, Regione e governo. Noi parleremo in modo franco delle bonifiche: è necessario che siano bonifiche vere e proprie e non messe in sicurezza. Quanto al commissario, il nostro dissenso resta: ma Nastasi anche uomo di governo, è chiaro che il ministro si fa accomagnare dalla delegazione che ritiene più giusta». De Vincenti garantisce sul punto delle bonifiche radicali ma sottolinea: «Considero la cabina di regia e il commissariamento un passaggio fondamentale che ha consentito di sbloccare la situazione di Bagnoli che era ferma da 23 anni. Quindi, faremo un confronto su quello che la cabina di regia e il commissario hanno fatto, gli avanzamenti che iniziano a Bagnoli. Mi auguro che questo consenta al Comune di tornare a collaborare».