IL MINISTRO Franceschini fa i conti e in una lettera partita ieri dal quartier generale dei Beni Culturali chiarisce che «Roma antica non perderà, con la creazione del Parco Archeologico del Colosseo, 18 milioni». Insomma sarebbero salvi i fondi per la Soprintendenza archeologica, che ora si dovrà occupare di tutti i monumenti della città e non solo del Centro. Ma avverte anche che «ove mai si rendesse necessario, sulla base del monitoraggio del percorso di nascita del Parco stesso e della Soprintendenza speciale unica, la quota del 30 della bigliettazione del Colosseo, prevista dal decreto firmato ieri, potrà essere ovviamente riveduta o corretta». Insomma, una smentita e un'apertura. «La copertura delle risorse necessarie si legge nella nota del ministero è garantita dal meccanismo automatico di attribuzione del 30 delle entrate da biglietto del Parco archeologico del Colosseo (pari ad almeno 11 milioni di euro all'anno, ma destinati a crescere, essendo legati non solo al numero di visitatori, ma anche alle politiche tariffarie e agli accordi con i concessionari che potranno migliorare a seguito delle gare già programmate gestite dalla società pubblica Consip); dalle entrate derivanti dai siti come le Terme di Caracalla che la Soprintendenza speciale proseguirà a gestire direttamente (che generano introiti complessivi superiori al milione di euro); dalle ulteriori risorse che verranno stanziate direttamente dal Mibact, in linea con le scelte importanti fatte in questi ultimi tre anni che hanno destinato per investimenti e lavori di tutela del patrimonio culturale nel territorio comunale di Roma la somma complessiva di oltre 150 milioni di euro». E poi conferma che i dieci milioni messi a disposizione dai concessionari per le valorizzazioni «resteranno identici subentrando ovviamente il nuovo Parco Archeologico per le aree di propria competenza». «Tutto ciò conclude la lettera mostra chiaramente che l'aver finalmente riconosciuto, grazie alla istituzione del Parco archeologico del Colosseo, autonomia gestionale a uno dei siti più importanti del mondo, in nulla pregiudicherà la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale di Roma». Dai calcoli sui conti della Soprintendenza archeologica, invece, era emerso che la gestione di diciotto milioni di euro è quanto Roma rischia di perdere in due anni: i circa 8 milioni già finiti nel fondo di solidarietà per i musei italiani e i dieci di surpus che avrà il Parco del Colosseo e, in quanto eccedenti al suo fabbisogno, saranno prelevati dal ministero.