«I dati pubblicati sul sito del Mibact relativi al 2016 per quanto riguarda i musei nazionali dedicati a Napoleone Bonaparte di Portoferraio sono da ritenersi provvisori e suscettibili di variazioni». Lo afferma con una precisazione inviata al nostro giornale Antonia D'Aniello, direttrice delle due regge dell'Imperatore francese all'Elba, nel giustificare il "disallineamento" dei numeri relativi ai visitatori forniti dal suo ufficio rispetto a quello pubblicato sul sito del Mibact. I dati definitivi in possesso della direzione dei musei, infatti, spiegano come il 2016 sia stato un anno positivo per le due ville napoleoniche, a differenza di quanto era emerso con i dati pubblicati nella tabella del Mibact. Qui si leggeva che lo scorso anni erano stati complessivamente 114.997 i visitatori nei siti museali isolani, suddivisi tra quelli entrati alla Villa dei Mulini (48.993) e a San Martino (52.800). Mentre in un'email inviata alla nostra redazione Antonia D'Aniello ha puntualizzato che al museo di San Martino i biglietti venduti erano stati 60136 e 8598 gratuiti; ai Mulini, invece, erano stati 54895 quelli venduti e 15706 gratuiti. I dati trasmessi dalla direttrice rispetto a quelli del Ministero comprendevano sia le persone paganti e no e, soprattutto, non contemplavano i biglietti cumulativi. In pratica il tagliando cumulativo "Luoghi Napoleonici" era conteggiato dal Ministero come un unico visitatore, laddove invece il possessore del biglietto era entrato sia a San Martino, sia ai Mulini. «Nei musei elbani sicuramente tanto c'è da fare scrive la direttrice dei musei ma il numero dei visitatori non può essere un'opinione» Ci sono inoltre da fare ulteriori considerazioni. Ce le suggerisce Lorenzo Giorni, dipendente dei musei napoleonici di Portoferraio: «Dal 2014, dopo cioè l'entrata in vigore della riforma Franceschini che ha diviso valorizzazione da tutela, i musei napoleonici - scrive - sono stati inseriti nei siti medio piccoli e gestiti da un nuovo ufficio "Polo Museale regionale" che ha sede a Firenze (internet: http:www.polomusealetoscana.beniculturali.it). E non sono gestiti dalla Soprintendenza di Pisa e Livorno». Non solo. «Inoltre prosegue Giorni la variazione degli incassi in più o meno, non è che modifichi la situazione di scarsa manutenzione dei musei e non varia neanche il degrado presente nella Villa San Martino. Infatti - conclude nella sua comunicazione - i fondi ricavati dalla bigliettazione per adesso non sono utilizzati per i musei napoleonici dell'isola d'Elba».