Le colonne sono state abbattute a colpi di mazza. Crollato pure il soffitto del convento . La struttura, ex sede dell'ospedale Chiello, era da anni in stato di completo abbandono PIAZZA ARMERINA. Centro storico sventrato dai sciacalli d'arte nell'impotenza ed inutilità di tutte le istituzioni. Sei colonne del chiostro del convento di San Francesco del XVI secolo, l'ex sede dell'ospedale Chiello, sono state abbattute a colpi di mazza, quattro capitelli corinzi sormontanti le colonne portati via dai ladri d'arte, il soffitto crollato al suolo senza il sostegno delle colonne, il pavimento sfondato dalla caduta di quintali di calcinacci. L'edificio storico appartiene all'Ausl 4 di Enna. Una scandalosa vicenda di abbandono a se stesso del patrimonio monumentale alla quale si accompagna una vile aggressione al passato d'arte della città dei mosaici da parte di collezionisti, trafficanti e manovalanza senza precedenti. I ladri, in tre o quattro muniti di grosse mazze da muratori, hanno agito provocando un enorme fracasso, facendo a brandelli la storia nel bel mezzo dell'antico quartiere Monte, accanto alla Cattedrale. L'impressione per chi entra all'interno del chiostro è quella di attraversare un edificio appena bombardato. Prima i ladri-muratori si sono accaniti sugli archi a tutto sesto appoggiati sulle singole colonne, facendoli a pezzi, poi hanno abbattuto a suolo le stesse colonne silicee monolitiche, quindi hanno staccato i capitelli, portandoli via attraverso un buco praticato su una parete esterna, calandoli poi dalla sottostante scalinata di via Vescovado. Le colonne cilindriche, invece, le hanno lasciate a terra, distrutte, in alcuni casi spaccate in due o tre pezzi, stessa cosa per gli archi. Tre i lati del chiostro distrutti. Sul primo colonnato, quello alla destra del visitatore che entrava all'ex ospedale Chiello, due delle sei colonne sono state abbattute. Più pesante il bilancio sul colonnato successivo, svoltando a destra. Qui sono state tre di seguito le colonne e gli archi smantellati. Tanto da far cedere una parte consistente del pavimento del primo piano al suolo, quello in cui un tempo si trovava il reparto per i malati sottoposti a dialisi. Chi ha demolito il colonnato ha rischiato la vita. Nella terza fila, quella posta sul lato adiacente la chiesa seicente-sca di San Francesco, la demolizione ha coinvolto una sola colonna. I carabinieri sono intervenuti sul posto, segnalato lo scempio ai dirigenti dell' Ausl 4 di Enna, attuale proprietaria delle strutture che hanno ospitato per molti decenni il presidio ospedaliero. Due capitelli corinzi, trovati a terra dai militari della Compagnia, sono stati affidati alla custodia dell'Ausl. La struttura era da anni in stato di abbandono dopo il trasferimento dell'ospedale, lasciata in rovina. Erbaccia alta, quintali di materiale cartaceo e sanitario sparsi tra i vecchi locali, piccioni, cani randagi, topi e ladri da anni sono pieni sovrani. Tra Diocesi e Ausl è in corso da tempo una trattativa per il futuro diroccato del chiostro.