L'INIZIATIVA NUOVO SCRIGNO DEDICATO ALL'ARTE NEL SEMINTERRATO DI PALAZZO MEZZANOTTE SI AGGIUNGE un nuovo spazio alla geografia dell'arte milanese. E si spalanca all'arte un forziere finora inaccessibile come la Borsa Italiana. Questo scrigno di una trentina di metri quadrati si trova al piano seminterrato del sontuoso Palazzo Mezzanotte, già luogo di straordinarie memorie della Milano anni Trenta, e non solo (oltre all'imponente facciata disegnata da Paolo Mezzanotte con le sculture di Leone Lodi ora in dialogo con lo sberleffo di Maurizio Cattelan e del suo dito medio al cielo). L'acronimo, non proprio originale, Big (Borsa italiana gallery) gioca con le piccole dimensioni e fa curiosamente il paio con Bag, altra iniziativa legata al mondo dell'economia e della formazione, Bocconi art gallery, progetto di arte diffusa tra atrii e corridoio dell'università. L'iniziativa è sviluppata da Finance for fine arts, un progetto della Borsa Italiana di sostegno all'arte, che fa da trait d'union tra aziende e Pinacoteca di Brera (in corso di finalizzazione anche una trattativa con le Gallerie dell'Accademia di Venezia). Da due anni si occupa di digitalizzare le opere, restaurarle, e ora anche di esporle. «Il progetto ha permesso già a sette dipinti di tornare al loro splendore originario grazie ad altrettante aziende», spiega James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera. «E ora quei dipinti saranno ospitati qui a rotazione. Abbiamo messo a disposizione le nostre competenze per ricavare uno spazio museale di altissimo livello. Ci sono luci, sicurezza, climatizzazione, ma si trovano in un luogo inaspettato, di lavoro. L'idea è quella di desacralizzare il museo, aprirlo alla città, contaminare nuovi spazi, condividere le nostre opere. È un'iniziativa che potrebbe essere un modello per altre iniziative ». Fino a venerdì si possono vedere i primi due dipinti restaurati (dalle 9 alle 18.30 su richiesta, per motivi di sicurezza). C'è una tela austera dell'inquieto Carlo Dolci, il maggior pittore fiorentino del Seicento, "Davide con la testa di Golia", adottato da Pitti Immagine. E poi c'è "La loge, le balcon", tela di Picasso dalla storia travagliata, ironico e stilizzato frammento di scenografia per lo spettacolo teatrale "Cuadro Flamenco", commissionato nel 1921 al maestro spagnolo dall'impresario Sergej Diaghilev. Ritrovato di recente dopo decenni nei depositi, è stato restaurato grazie a Radio RTL 102.5.