NON dovrebbe essere solo un cambio di nome: con il decreto del ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, Pompei diventa un "parco archeologico" e, nel futuro, arriverà un nuovo direttore scelto con una selezione pubblica internazionale, così come è accaduto per i trenta musei autonomi disegnati dalla riforma Franceschini. «Nelle prossime 48 ore ha detto il ministro firmerò il decreto ministeriale di riorganizzazione delle due soprintendenze speciali di Roma e di Pompei, che poi andrà alla Corte dei conti e sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale. Quindi partiranno le procedure per la selezione pubblica internazionale del direttore». Il Parco, che manterrà il suo personale, avrà in attesa del concorso un direttore ad interim che è Massimo Osanna. «A Pompei, anch'essa inserita nell'elenco dei 30 musei autonomi, alcuni cambiamenti ricorda Franceschini erano già stati fatti in precedenza, separando dalla gestione degli Scavi quella dei 23 comuni limitrofi. Al momento quindi l'unico cambiamento riguarda il nome dell'area archeologica, che, rispettando la definizione citata dal Codice dei beni culturali, diventerà, come il Colosseo e come l'Appia Antica, "Parco Archeologico". Direttore rimane l'attuale soprintendente Massimo Osanna. Alla scadenza del suo mandato verrà indetta una selezione internazionale come per tutti i musei resi autonomi dalla riforma. L'articolo 101 del Codice dei beni culturali definisce il parco archeologico come "un ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici e ambientali attrezzato come museo aperto". «Adesso aggiunge Franceschini la nuova denominazione mette in linea Pompei con altre realtà già definite parchi archeologici dalla riforma, come l'Appia antica e Ostia antica».