PROPOSTA DEL PRESIDENTE DELL'ALLEANZA COOPERATIVE DEL PIEMONTE A MUSEI E SINDACATI UN nuovo patto per dare una paga equa e garanzie ai lavoratori della cultura. A lanciarlo è Andrea Ferraris, portavoce dell'Alleanza Cooperative del Piemonte di Cultura, Beni culturali e Turismo, la rete che raccoglie le più importanti sigle del mondo cooperativo nel settore. Una proposta pensata per sbrogliare la "Babele" contrattuale denunciata ieri da Repubblica. Nei musei piemontesi, comprese eccellenze premiate da visitatori come la Reggia di Venaria o il Museo dell'automobile, persone con la stessa mansione si vedono applicati contratti lontanissimi tra loro, da quello dei metalmeccanici a quello multiservizi: «Servono regole certe e condivise da tutti i soggetti protagonisti spiega Solo così si possono favorire occupazione, sviluppo e prestigio del nostro patrimonio». Ferraris, che parla a nome di Confcooperative, Legacoop e Agci, ricostruisce il processo che ha portato alle storture attuali: «In questi ultimi anni di crisi si sono ridotte le risorse economiche di enti pubblici e aziende racconta Tutto ciò ha spinto verso fenomeni di "risparmio" forzato e favorisce la concorrenza sleale delle aziende più disinvolte». L'ultima polemica ha riguardato gli esternalizzati della Reggia di Venaria, ma il problema affonda le radici nel passato: «Circa 15 anni fa abbiamo firmato un integrativo "Beni culturali" al contratto nazionale Multiservizi che desse uno strumento unico a quelle coop che lavoravano nel settore, cui seguì quello per i dipendenti delle fondazioni culturali degli enti pubblici racconta Ferraris che da sempre lavora nelle coop culturali L'attuale situazione di confusione è dovuta anche a nuove forme di rappresentanza sindacale non tradizionali, poco propense ad accettare lo "status quo" raggiunto dopo molti anni di travaglio in centinaia di gare, all'estendersi del lavoro anomalo di pseudo-associazioni e del riproporsi, accentuato dalle difficoltà di finanza pubblica, del fenomeno del "massimo ribasso" nelle gare di servizi». Una "Babele" appunto che ha portato «a spinte eterogenee che non aiutano la qualità del servizio e la buona occupazione con la giusta retribuzione». Dalle cooperative arriva una proposta a musei e sindacati: «Confrontiamoci per siglare un nuovo patto per individuare contratti adeguati a offrire i servizi con il giusto compenso e il prezzo congruo».