«Troppa mondanità al Nord della Sardegna»: imprese e banche cambiano strategia Barrack e la zona del Sulcis: faremo mini resort di lusso PORTO CERVO Che abbia davvero ragione Renato Soru? «Non c'è soltanto la Costa Smeraldaripete il governatore la vera Sardegna è un'altra, quella dell'interno e delle coste selvagge e incontaminate. Là c'è da lavorare per un turismo diverso, le case a schiera fanno numero non qualità , intasano i litorali e irrimediabilmente li consumano». E' passato quasi un anno dall'alt a ogni costruzione a meno di 2 chilometri dal mare e in attesa che ia Regione indichi nel piano paesaggistico (in preparazione) che cosa vuoi fare, ecco i primi segnali della svolta: «C'è un tesoro ancora tutto da scoprire e valorizzare», concorda Tom Barrack, finanziere americano da due anni proprietario della Costa Smeralda. E annuncia che il suo fondo Colony Capital «può investire nelle zone interne dell'isola, soprattutto al sud ci sono aree molto interessanti». LA MISSIONE Si muovono anche imprenditori italiani e primarie banche d'affari: qualche giorno fa Soru ha sorvolato in elicottero con Carlo Puri Negri (Pirelli Real Estate) e Giorgio Magnoni (Sopaf) le zone minerarie-costiere del Sulcis, proprietà della Regione. Missione «promozionale» per il nuovo alternativo modello di turismo? O, come ha protestato (anche con interrogazioni parlamentari) il centrodestra, clamoroso caso di conflitto di interessi (Soru possiede 200 ettari sulla costa sud occidentale) con l'aggravante che si sia utilizzato un elicottero dei carabinieri? Ancora: l'asserito interesse della banca d'affari Lehman Brothers a un'operazione di cartolarizzazione di immobili, anche turistici, della Regione Sardegna. Lehmanm ha acquisito di recente il Forte Village di Santa Margherita di Pula, a sud ovest di Cagliari, 2.500 posti, indicato fra i più lussuosi resort del Mediterraneo e potrebbe rivenderlo alla Starwood, che gestisce alberghi della Colony Capital in Costa Smeralda. LA COLONIA PENALEInfine: fra gli immobili inseriti per una possibile dismissione dall'Agenzia del Demanio c'è anche la colonia penale di Is Arenas (sempre costa sud occidentale) oltre 2 mila ettari, caseggiati e servizi, a ridosso delle fascinose dune di Piscinas, unico deserto costiero d'Europa, sotto tutela paesaggistica integrale protestano le associazioni ambientaliste anche dell'Unione Europea. Tanta frenesia turistico immobiliare e la ricerca di una Sardegna «alternativa» hanno una ragione: ci sono i primi segnali di «stanca» del turismo soap e reality, veline e calciatori, che ha fatto tendenza in questi ultimi anni anche in Costa Smeralda fino a falsarne l'immagine d'elite e riservata che l'Aga Khan aveva con cura costruito in decenni e lo stesso Tom Barrack ripetutamente dichiarato di voler confermare. Un modello effimero, che non poteva durare a lungo: quel mondo frenetico e chiassoso stenta a trovare sponsor, così pure le megafeste con i soliti noti e codazzo di parvenu. Mentre ritornano gli inviti riservati a pochissimi nelle ville dei «vecchi» smeraldini (lo sceicco Zaki Yamani, ex ministro del petrolio dell'Arabia Saudita), imperversano i neomiliardari russi: dopo un'offerta alla quale non si poteva dire no (30 e più milioni di euro) Antonio Merloni (elettrodomestici) ha volentieri ceduto a AlisherUsmanov (gasacciaio) la casa sul mare a Romazzino. GLI OBIETTIVI La «vera» Costa Smeralda non conosce crisi: «Per noi è stata un ottimo affare, finora abbiamo avuto un rendimento sul capitale superiore a ogni aspettativa» dice Bar-rack. Colony Capital ha investito nel 2005 più di 4 miliardi di dollari, 2 miliardi dei quali in Europa. Ma in Sardegna Barrack pensa ad altro: «La Costa Smeralda rimane una e irripetibile, noi continuiamo a crederci e a puntare sul futuro. Ma nelle zone interne faremo altro: piccoli alberghi, villaggi esclusivi, una rete di miniresort di gran lusso».
Costa Smeralda addìo II futuro è nelle miniere
Il governatore della Sardegna, Renato Soru, ha espresso la sua preoccupazione per il turismo di massa nella zona del Nord della Sardegna, che sta consumando le coste e le aree naturali. Soru ha chiesto una svolta nel modello di turismo attuale, che è considerato effimero e dannoso per l'ambiente. Invece, Soru propone un turismo diverso, che valorizzi le aree interne dell'isola e le coste selvagge e incontaminate. Tom Barrack, finanziere americano proprietario della Costa Smeralda, ha annunciato che il suo fondo Colony Capital può investire nelle zone interne dell'isola, soprattutto al sud.
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