La direttrice lascia dopo un anno: mancata la fiducia, c'è chi ha remato contro. Subentra Rodeschini A un anno dalla sua nomina, ufficializzata dopo lunga selezione, Emanuela Daffra lascia la direzione dell'Accademia Carrara. La decisione è stata annunciata ieri con un comunicato della Fondazione. Le subentrerà, dal primo febbraio, Maria Cristina Rodeschini, già conservatore della pinacoteca, con un incarico triennale. No comment da parte del sindaco Gori. Dopo un anno da direttore dell'Accademia Carrara Emanuela Daffra lascia l'incarico, che scadrà il 31 gennaio. Le resterà quello di curatrice della mostra dedicata a Raffaello, prevista per la fine dell'anno. Nominata il 4 dicembre 2015, entrata in carica a febbraio dell'anno scorso, ha assunto la direzione dopo la riapertura del museo. Al suo posto, dal primo febbraio e per un triennio, subentrerà Maria Cristina Rodeschini, che a sua volta le passò il testimone, da responsabile della pinacoteca e della Gamec. Alle sue dipendenza ci sarà Gianpietro Bonaldi: già amministratore unico di Cobe Direzionale srl, attualmente incaricato del marketing della Carrara, assumerà il ruolo di responsabile operativo della fondazione. «La decisione è stata assunta consensualmente dalla direttrice e dal Consiglio di amministrazione della fondazione», recita una nota diffusa ieri. E il sindaco Gori ha rifiutato ogni commento. La voce però circolava da qualche settimana, ma nessuno si assumeva la responsabilità di dirlo apertamente. Interpellata informalmente a metà dicembre, su quanto sarebbe accaduto allo scadere del mandato, Daffra, con fare diplomatico e affabile, disse: «Se la fondazione remerà nella stessa direzione rimarrò, altrimenti...». Dietro quei punti di sospensione lasciava già presagire la decisione di ritornare ad assumere l'incarico in Soprintendenza per i Beni artistici, da cui era in aspettativa per un anno. Ora Daffra preferisce non sbottonarsi troppo. Ma afferma: «Sino al 31 gennaio sarò in servizio. Per quella data sto preparando un rapporto annuale sulle attività svolte. Lo presenterò per commentarlo e spero sia un'occasione di discussione vera per mostrare con oggettività quanto fatto, con limiti e pregi. È un servizio che si deve al museo». Pinacoteca che «sento mia», dice. Cercando di strapparle un bilancio, senza polemizzare, afferma: «Fatico a individuare una cosa che non abbia funzionato. Ma ho imparato quanto sia importante lavorare con fiducia reciproca, che in qualche misura è mancata ed è stata il nodo di tutto». Oltre non va. Passando il testimone a Rodeschini, che l'ha anticipata in questa staffetta, aggiunge: «Sarà il direttore a decidere la linea museale. Gli accordi per i prestiti delle Storie di Lucrezia di Botticelli da Boston o quello per il progetto con il Prado sono presi. Potranno assumere delle sfumature diverse a seconda delle priorità stilate dal mio successore». Il futuro dunque, sarà nelle mani di Maria Cristina Rodeschini, che ieri era irraggiungibile. La Fondazione Accademia Carrara ha deciso di ripescarla, confermandole l'incarico triennale con un compenso ancora da definire, ma è probabile che si adegui il suo attuale stipendio da responsabile comunale della pinacoteca e di Gamec. Oltre a Daffra, Giuliana Ericani, Andrea Di Lorenzo e Sandrina Bandera, anche Rodeschini era tra i 5 candidati al bando di selezione per l'incarico di direttore della pinacoteca, di durata quadriennale, rinnovabile. La scelta cadde su Daffra, che venne poi assunta per un anno, avendo chiesto l'aspettativa da soprintendente. Ora si cambia. Interpellato sul nuovo arrivo di Rodeschini, il conservatore Giovanni Valagussa dichiara: «Sono dispiaciuto che Daffra non abbia funzionato e non si sia fatta amare da tutti. Sul resto no comment». Se la Fondazione si limita a ringraziare la direttrice uscente «per il lavoro svolto in questi mesi, complesso per il trasferimento delle competenze dalla struttura comunale a quella della fondazione e dell'attivazione di nuovi servizi», qualche parola in più è spesa da alcuni firmatari della lettera aperta indirizzata al sindaco Giorgio Gori. A lui, in qualità di presidente della fondazione, si erano rivolti 75 esponenti del mondo culturale cittadino a sostegno della direttrice. «Difficile commentare dicono . Evidentemente Daffra non ha avuto le condizioni per andare avanti ed è un peccato, avendo nominato prima di Natale un comitato scientifico eccellente, formato da Davide Gasparotto, Roberto Contini, Alessandro Morandotti, Matteo Ceriana e Keith Christiansen». Infine tra i 75 c'è chi conclude: «Scegliere Rodeschini, donna corretta, professionale e conoscitrice dei meccanismi del museo dal 1990, è sensato e una soluzione di continuità. Ma perché non pensarci prima? La fondazione esce sconfitta, dimostrando di non avere una visione sulla proposta culturale cittadina. È un'occasione perduta: il rinnovamento delle istituzioni passa anche dal cambio dei vertici».