Un direttore manager per il Colosseo, che diventa un unico grande Parco Archeologico, insieme a Palatino, Foro Romano e Domus Aurea. Arriva il decreto ministeriale che ridisegna la gestione dell'area archeologica centrale romana. Cambia il governo per l'area archeologica di Roma. Confermando le anticipazioni della vigilia, il ministro per i Beni e le attività culturali Dario Franceschini ha delineato il nuovo profilo, dal punto di vista sia della tutela che della valorizzazione, del nostro patrimonio archeologico. Nasce il «Parco archeologico per la tutela e la valorizzazione del Palatino, Foro Romano, Domus Aurea e Colosseo», ovvero tutta l'area che era di competenza della Soprintendenza speciale per il Colosseo e l'area archeologica centrale. Il futuro direttore, scelto con una procedura di selezione pubblica internazionale (com'è già avvenuto per i venti principali musei italiani) sarà l'unico «soggetto competente» e sarà l'unico interlocutore del Comune di Roma, soprattutto per quanto riguarda i futuri accordi sulla valorizzazione dell'intera area dei Fori, divisa tra proprietà statale e proprietà capitolina. Le risorse del parco, ovvero gli incassi dello sbigliettamento, contribuiranno per il 30 alla tutela di tutto il patrimonio culturale di Roma e per il 20 al fondo si solidarietà a favore dei musei minori. Resta la Soprintendenza speciale ma denominata «Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma» che assorbirà anche gli uffici e il personale della Soprintendenza ordinaria, che viene abolita. La Soprintendenza speciale diventa l'unica statale per la tutela nella città di Roma e mantiene autonomia gestionale ed economica, grazie al 30 assicurato dagli introiti del Colosseo, calcolabili in 36 milioni di euro annui: quindi la Soprintendenza speciale potrà contare su 11 milioni sicuri annui, più gli altri trasferimenti in arrivo dal ministero o i proventi da possibili donazioni o da sponsor. Per Franceschini l'esperimento dell'apertura unica del 1 gennaio di tutta l'area dei Fori, tra area statale e area comunale, «va sicuramente ripetuto e tutto sarà facilitato perché ci sarà un unico interlocutore da parte dello Stato». In quanto al Colosseo, la nuova organizzazione, secondo il ministro, «è un grande passo avanti per il luogo della cultura italiana che registra più visitatori, uno dei simboli dell'Italia nel mondo e un'area archeologica tra le più importanti del mondo. È importante che abbia una sua autonomia di gestione, un direttore scelto con una selezione internazionale e la possibilità di affiancare alla tutela anche la valorizzazione e un'offerta di servizi nel modo migliore possibile». Ma non tutti sono convinti, soprattutto perché ora Roma si ritrova con tre interlocutori: un nuovo direttore del Colosseo-Fori, designato con una gara internazionale e dunque - si presuppone - dotato di una forte identità; la soprintendenza speciale per l'archeologia; la sovrintendenza comunale. Il Pd ha presentato per oggi, mercoledì, alcuni quesiti al question time della Camera e Franceschini ha promesso che risponderà: il partito, preoccupato, chiede «rassicurazione» sulla continuità di lavoro delle soprintendenze speciali di Roma e di Pompei.